Donna che si pettina, nota anche con il titolo Onde dorate, è una delle più riuscite e conosciute poesie di Giambattista Marino.
Composta nel 1613, fa parte della raccolta La lira.
La lirica, a tema amoroso, è incentrata sull’atto quotidiano e comune, quasi banale, del pettinarsi, ma la descrizione dello stesso è tipicamente barocca e marinista, ovvero un profluvio di metafore, eccessi e virtuosismi volti d impressionare il lettore. La tematica, in pratica, come sempre accade nell’artista napoletano, è secondaria alla forma.
Analizziamo il testo dal punto di vista metrico e critico.
“Donna che si pettina”: testo della poesia
Onde dorate, e l’onde eran capelli,
navicella d’avorio un dì fendea;
una man pur d’avorio la reggea
per questi errori preziosi e quelli;e, mentre i flutti tremolanti e belli
con drittissimo solco dividea,
l’òr delle rotte fila Amor cogliea,
per formarne catene a’ suoi rubelli.Per l’aureo mar, che rincrespando apria
il procelloso suo biondo tesoro,
agitato il mio core a morte gìa.Ricco naufragio, in cui sommerso io moro,
poich’almen fur, ne la tempesta mia,
di diamante lo scoglio e ’l golfo d’oro!
“Donna che si pettina”: parafrasi della poesia
I capelli erano onde dorate, che un giorno una navicella d’avorio (il pettine) stava solcando; una mano bianca come l’avorio (la mano non è d’avorio ma è simile ad esso, pertanto ugualmente preziosa ed elegante) la conduceva attraverso quelle preziose e disordinate ciocche di capelli.
Mentre la navicella creava dei solchi (una scriminatura) nei capelli, l’Amore raccoglieva l’oro dei fili di capelli spezzati, a formare delle catene con cui imprigionare i capelli che osavano ribellarsi a lui.
Il mio cuore agitato (perché tale è l’effetto di questo mare biondo sul cuore dell’innamorato) andava incontro alla morte vedendo questo mare dorato, che mostrava il suo biondo e tempestoso tesoro.
Muoio immerso nelle sue acque in questo ricco naufragio, ricco perché, nella mia burrasca, lo scoglio è di diamante e il golfo d’oro.
Analisi metrica e figure retoriche del componimento
Donna che si pettina è un sonetto a schema rimico ABBA ABBA CDC DCD.
Moltissime le figure retoriche presenti:
- Metafore, le più numerose: "onde dorate" (v. 1); "navicella d’avorio" (v. 2); "una man pur d’avorio" (v. 3); "errori" (v.4), che sta a indicare le ciocche disordinate; "flutti tremolati e belli" (v. 5); "aureo mar" (v. 9), che paragona i lunghi capelli biondi ad un mare d’oro; "di diamante lo scoglio" (v. 14);
- Allitterazione della O: "Onde dorate, e l’onde" (v.1);
- Anastrofe, "per questi errori preziosi e quelli" (v.4); "agitato il mio core" (v. 11); "a morte già" (v.11); "ne la tempesta mia" (v. 13)
- Allitterazione della I: "per questi errori preziosi e quelli e mentre i flutti tremolanti e belli" (vv. 4-5);
- Anastrofe: "E, mentre i flutti tremolanti e belli con drittissimo solco dividea" (vv. 5-6) e "l’òr delle rotte fila Amor cogliea" (v.7);
- Personificazione: "Amor" (v.7);
- Latinismi, ovvero "rubelli" (v. 8); "aureo" (v. 9); "procelloso" (v. 10);
- Allitterazione della R: "per l’aureo mar, che rincrespando apria" (v. 9);
- Allitterazione della S: "procelloso suo [...] tesoro" (v. 10);
- Iperbato: "Per l’aureo mar [...] agitato il mio core a morte già" (vv. 9-11);
- Ossimoro: "ricco naufragio" (v. 12): il naufragio è ricco perché sta avvenendo nell’oro, nei capelli dorati;
- Iperbole: "io moro" (v.12) (io muoio);
- Sineddoche e metafora: "golfo d’oro" (v. 14), in quanto il golfo è una parola che rimanda al mare e quindi una parte per il tutto;
- Chiasmo: "di diamante lo scoglio e ‘l golfo d’oro!" (v. 14). La struttura è aggettivo + sostantivo, sostantivo + aggettivo.
“Donna che si pettina”: la tematica amorosa e gli influssi petrarcheschi
Donna che si pettina è un sonetto a sfondo amoroso che riprende alcune delle più note tematiche petrarchesche, riformulandole in maniera realistica e tipicamente barocca.
L’innamoramento e il sentimento amoroso si estrinsecano in un gesto quotidiano e comune rappresentato dalla donna che si pettina le chiome. L’influsso dell’autore del Canzoniere si evidenzia anche nel linguaggio, ovvero attraverso termini come dorate, avorio, man, aureo, biondo, tempesta e diamante.
Per quanto riguarda, invece, l’immagine della donna, è in parte tratta dalla tradizione lirica italiana, che la vuole pura e bella sia moralmente che fisicamente, ma in Marino essa non rimanda ad alcuna perfezione ideale, bensì è una figura anonima e concreta che compie un gesto usuale, senza che vi sia nulla di idealizzato come al contrario avviene per Beatrice in Dante e per Laura in Petrarca.
Può un atto come tanti, quotidiano e scontato, essere descritto come se si trattasse di un’azione sublime? È proprio ciò che accade nel sonetto di Marino, in cui il normale gesto di pettinarsi i capelli da parte di una signora si trasforma in un’azione di supremo valore grazie a espedienti linguistici e stilistici che nascono dall’abilità retorica dell’autore.
Siamo di fronte al miglior Marino, capace e originale caposcuola di un insieme di adepti convinti che il valore della letteratura e della poesia consista nel suscitare stupore e meraviglia nel lettore attraverso l’uso di parole e strutture mirabolanti. Donna che si pettina è un eccesso di metafore marine, a cominciare dal titolo e proseguendo con una catena di simboli attraverso i quali il poeta immagina i biondi capelli dell’amata come fossero un mare dorato e l’azione del pettinarsi come fosse navigare in quello stesso mare.
Come sempre in Marino (così come nei marinisti e negli autori barocchi in generale), ogni cosa o situazione, qui una donna che si pettina, funge da mero pretesto per mostrare la propria arte retorica attraverso una serie infinita di variazioni intorno al modello scelto, in tal caso, per l’appunto, la chioma femminile. Il contenuto è sempre subordinato alla tecnica e il virtuosismo formale domina incontrastato su qualsiasi altro aspetto letterario.
Tornando al paragone con Petrarca, possiamo affermare che Marino si comporta all’opposto del grande aretino, poiché in lui la donna viene contemplata con desiderio solo in quanto bella e voluttuosa, ma manca qualsiasi componente sentimentale; la passione, l’amore, l’ardore e la partecipazione emotiva sono assenti e anche l’immagine finale del naufragio è nulla più di un gioco metaforico che intende stupire il lettore.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “Donna che si pettina”: spiegazione, figure retoriche e analisi della poesia di Giambattista Marino
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