“Donna che cuce”: testo, figure retoriche e analisi della poesia di Giambattista Marino
Può un’azione semplice e quotidiana essere descritta come se si trattasse di un atto sublime? Succede nelle opere di Giambattista Marino, il più grande rappresentante della poesia italiana del ’600, secondo il quale l’unico scopo dell’arte retorica doveva essere quello di creare stupore, meravigliare il lettore.
Di seguito analizziamo uno dei suoi componimenti più significativi, “Donna che cuce”, in cui metafore e rimandi alla mitologia antica creano un breve testo incentrato sulla donna amata e ricco di significati.