Destinazione errata
- Autore: Domenico Starnone
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Einaudi
- Anno di pubblicazione: 2025
Già Premio Strega con Via Gemito nel 2001, Domenico Starnone esce col suo nuovo romanzo, Destinazione errata (Einaudi, 2025), per raccontare gli inciampi della vita quotidiana.
Il protagonista è un quarantenne, sposato con Livia, padre di tre figli. Un giorno però, per sbaglio, manda un messaggio d’amore alla collega Claudia invece che alla moglie. Un errore che potrebbe chiarire in un attimo, ma che diventa l’inizio di una lunga catena di esitazioni, bugie e sensi di colpa.
Mi comportavo da reo che, messo di fronte all’evidenza, era prossimo a diventare confesso.
È un uomo qualunque, quasi mediocre, che non prende posizione e si lascia travolgere dagli eventi. Padre affettuoso ma incerto, riconosce che tutti attorno a lui — la moglie, la collega-amante, gli amici — sono più brillanti e decisi. Lui per primo, sceneggiatore precario che ha abbandonato l’università, pigro e ciondolante, si meraviglia che Livia, donna in carriera, lo abbia sposato. Riconosce persino ad Alberto, il marito di Claudia, la capacità di argomentare le proprie idee; lui, invece, si rifugia nella comfort zone di dire sempre “sì”, incapace di sostenere un confronto.
Divertono i bivi davanti a cui lui si trova e fa quasi tenerezza vedere come rimugina, si giustifica, tentenna, immagina ogni possibile conseguenza, ma al momento di agire, sceglie strade diverse. È un tenero pasticcione, convinto di essere prudente, ma in realtà è subalterno a chiunque.
L’amico Carlo inizialmente gli aveva detto che Claudia era innamorata di lui, però poi ritratta:
forse assomiglia non a ciò che ho detto ma a ciò che ti andava di sentire.
In effetti, il protagonista ci pensa, ma non si ricorda le parole esatte. Ha evidenti problemi di comunicazione, sia a capire sia a farsi capire, sia il verbale sia il non verbale. Come lui stesso ammette, basterebbe ogni volta una frase concisa per chiarire l’equivoco. Però si pone troppi scrupoli di poter ferire Claudia nell’animo, anche se sa che è solo un pretesto e un sintomo di autocompiacimento. È di un’ingenuità quasi imbarazzante, un adulto che ragiona ancora come un ragazzo insicuro: prova a capire gli altri, ma resta sempre un passo indietro. Gli altri lo aggirano, lo mettono alla prova. Ma lui vive come in una bolla, ignaro di ciò che tutti hanno già almeno intuito.
Anche la suocera Clelia, dietro un’apparenza genuinamente affettuosa, mette pulci nell’orecchio. Ma almeno Claudia lo capisce e glielo fa notare :
è una donna intelligentissima, non t’azzardare a dirle stupidaggini.
Così finisce in mezzo a una rete di trabocchetti e mezze verità: la moglie che lo provoca, l’amante che lo sfida, gli amici che lo smascherano con ironia. Interessante la critica a vizi e ipocrisie della società: infatti Claudia si chiede se, con tutte le famiglie in cui si fanno tradimenti a vicenda, lei sia l’unica scema a rimanere fedele. C’è da augurarsi che l’autore scriva il seguito, per approfondire questi intrecci.
Destinazione errata
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