- Autore: Stephen King
- Genere: Horror e Gotico
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Sperling & Kupfer
Pubblicato in Italia nel gennaio del 2003, edito da Sperling & Kupfer e tradotto da Stefano Bortolussi, il romanzo di Stephen King Buick 8 narra la storia di una vecchia Buick Roadmaster che approda in una stazione di rifornimento in Pennsylvania, vicino la Troop D, una stazione di polizia. L’uomo che la guida sparisce improvvisamente, senza lasciare traccia. Gli agenti di polizia decidono di portarla in un capannone e indagare sulla scomparsa del misterioso uomo.
Scoprono, però, che l’auto vibra ed emana una luce propria dall’interno dell’abitacolo. Sembra che la macchina sia anche un portale, una finestra che si affaccia a un mondo sconosciuto. Quando la macchina libera le prime creature, gli agenti fanno di tutto per scoprire cosa li attende dall’altra parte e come impedire alle “cose” di attraversare il varco. Tutto viene narrato tramite i ricordi degli agenti di polizia sopravvissuti. La storia viene raccontata a Ned Wilcox, figlio di un loro collega morto tragicamente in un incidente stradale. Narrano di come il padre era preso e ossessionato dalla macchina e di come abbiano tenuta segreta la questione per tutti questi anni.
Si tratta di un romanzo minore di Stephen King, parte del suo filone narrativo sulle auto e camion infestati. Questa volta l’autore trasforma l’immagine di un’auto d’epoca in una “porta” che collega il nostro mondo con un pianeta lovecraftiano, dove la gente che oltrepassa la soglia viene risucchiata e non viene rivista mai più. I temi del romanzo ricordano molto quelli di The Mist, racconto pubblicato nella raccolta Scheletri, in cui mostri e umani si incontrano per colpa di un esperimento andato a male. La storia esplora il concetto di alieno, adattandolo in un contesto ordinario. Da dove proviene questa macchina? Cosa si nasconde dall’altra parte del portale? Chi era l’uomo che la guidava? Sono tutte domande che rimangono senza risposta, lasciando al lettore la facoltà di rispondere liberamente. King accenna solo qualche indizio, ma tutto rimane un mistero, esattamente come è un mistero ciò che accade dopo la morte. Il racconto non è all’altezza di Christine. La macchina infernale, altro cult del re molto più riuscito, ma lascia comunque l’angoscia e la paura dei racconti di Lovecraft, in cui il protagonista racconta in prima persona la storia che lo ha sconvolto.
Come reagirebbero dei poliziotti se trovassero un’auto che funge da collegamento a un mondo abitato da putridi mostri, dove non si sopravvivrebbe nemmeno un giorno? King ci risponde, all’inizio con l’analisi e l’investigazione del caso, poi con due sole cose: nascondere e dimenticare. Infatti, la paura sta proprio nel ricordo di quanto quella Buick abbia stravolto le vite degli agenti, e di come non abbiano ancora chiuso col passato. Infatti, l’auto è ancora nel magazzino. Anche se non è più attiva da anni, è comunque ancora viva, pronta a far rivivere ai protagonisti un’altra angosciante odissea.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Buick 8
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