- Autore: Silvia Dai Pra’ - Silvia Dai Pra’
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Mondadori
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788804806202
È un verbo, Brillare, che ritorna spesso nel nuovo romanzo di Silvia Di Pra’ (Mondadori, 2026), nelle sue diverse declinazioni, verbo, aggettivo, sostantivo, relativo a diverse situazioni narrative: alla brillantezza delle Alpi Apuane, illuminate dal sole, a quella dell’intelligenza della protagonista Bianca Mosti, e a una scritta su un muretto in ricordo di un tragico incidente mortale, “Shine on you crazy Diamond”.
Siamo a Greto, piccolo paese immaginario, quasi disabitato, sulle montagne sopra Massa, tra Toscana e Liguria. Le due sorelle Viola e Bianca Mosti, trentenni, hanno perduto improvvisamente la mamma, ancora giovane, perno della vita familiare. Da allora la casa è andata in malora, Bianca si è trasferita a Firenze dove sta frequentando un corso di dottorato presso la facoltà di lettere, incoraggiata dal professore ordinario Christian, con cui ha una precaria relazione intima anche se lui è sposato; Viola, rimasta in paese, non lavora, è psicologicamente instabile, frequenta un giro di spostati, fra i quali girano canne e si coltiva erba. I rapporti familiari sono sempre più deteriorati, quando, dopo un litigio, scompare Argo (Argante), il padre delle due ragazze, e, malgrado le ricerche compiute dal carabiniere Carletto, per molto tempo non se ne hanno più notizie. Bianca sospetta che sia stato ucciso, visto il suo carattere piuttosto aggressivo.
L’autrice ci accompagna nel tempo e nei luoghi della vita di Bianca: attraverso la sua voce riscopriamo il passato, la strage nazista del 30 agosto del ’44, quando furono trucidati dal boia Walter Reder 77 uomini e donne inermi, lasciando una scia di sangue che portò molti dei superstiti a scelte politiche radicali, comunisti militanti di cui il maestro di scuola Vladimiro fu un prototipo. Bianca ripensa alla sua vita di “brillante” studentessa liceale, incoraggiata dalla severa professoressa Fabiani, alle sue scelte sentimentali, in bilico tra l’innamorato da sempre Orlando, tornato in paese dopo un breve interludio di avvocato a Milano, che la rivorrebbe a Greto, e il professore Christian, che desidera l’amante a Firenze, pur nella completa clandestinità del rapporto. Ora, mentre le ricerche di Argo restano infruttuose malgrado il passare dei mesi, Bianca è insofferente nei confronti della sorella Viola e degli amici parassiti di cui la ragazza è succube, incapace di autonomia.
Nelle pagine del romanzo scorre la vita di una provincia che si muove tra arretratezza culturale e modernità, nella quale i problemi di mancanza di lavoro, le cave di marmo quasi chiuse e oggetto di interesse di ricchi e ignoranti speculatori, la disoccupazione culturale e lo schifo del mondo accademico, dove ancora il merito conta meno delle voglie sessuali di maschi baroni, sembrano essere una realtà dove è molto difficile mantenere equilibrio e senso della dignità. Bianca lotta da sola contro pregiudizi, contro ambizioni accademiche frustrate, contro rapporti amichevoli persi e legami familiari molto complicati; beve troppo, fuma, si accanisce a pulire maniacalmente la casa di famiglia ridotta a piantagione di marijuana, riflette sulla politica, sulla società, sul paese che le sta stretto e da cui vorrebbe allontanarsi per sempre, ma a cui forse è più legata di quanto lei stessa immagini. Il bar di Marietto, il cimitero, le passeggiate nei boschi, la curva verso la pianura, l’unico luogo in cui prende internet, e poi pagine realmente poetiche di cui il libro ricco, grazie alla scrittura raffinata di Silvia.
Il mattino dopo mi alzai che non erano nemmeno le sei, e dalla finestra della casa di Chicco si scorgeva una giornata limpida, nel cielo di un azzurro glorioso, i monti di un bianco brillante […] e sorrisi alle Apuane che si alzavano, abbaglianti di un bianco purissimo, le Apuane che stavano lì da sempre, fin da quando non erano altro che conchiglie, milioni di gusci di molluschi sprofondati sul fondale di un mare destinato a ritirarsi.
C’è storia personale e storia collettiva, vista da una provincia poco nota, con uno sguardo acuto e profondo, quello della letteratura che tutto sa svelare, raccontare, interpretare. Una voce sincera, onesta, piena di sentimenti, di rancori, di angosce, di speranza, di riconoscenza per la vita. Brillare è un romanzo denso, stratificato, duro a volte, che colpisce per la scrittura che coraggiosamente rivela le nostre umane fragilità.
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Brillare
Lascia il tuo commento