- Autore: Diego Zandel
- Genere: Storie vere
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Voland
- Anno di pubblicazione: 2026
In questo suo nuovo romanzo, Anni di pietra. Una storia greca (Voland, 2026), Diego Zandel, scrittore attento alle vicende balcaniche, ricorda la figura di Manolis Fourtounis, poeta e militante del KKE (il Partito Comunista di Grecia), che pagò con una dura esperienza carceraria la difesa dei propri ideali durante la guerra civile e il regime dei colonnelli.
Il libro si apre con il viaggio dello scrittore nell’isola di Kos: un pellegrinaggio nel cimitero di Kefalos per rendere omaggio alla tomba di Manolis Fourtounis (1926 – 2019), sulla quale sono incisi pochi versi:
su questa pietra mille volte sei deceduto,
mille volte l’onda ti ha fatto rivivere, il sole,
con il cuore aperto, sorridente…
Legato da una profonda amicizia a Fourtounis, Zandel decide di ricostruire una biografia spezzata, raccogliendo le voci e le testimonianze di coloro che lo hanno conosciuto in vita, per restituire dignità letteraria e storica a un uomo che ha pagato a caro prezzo la fedeltà alle proprie idee.
La storia inizia nel 1937 nell’isola di Kos, che dal 1912 fa parte del Possedimento delle Isole Italiane dell’Egeo, sottoposta a una brutale italianizzazione da parte del Governatore Cesare Maria De Vecchi, una prima presa di coscienza contro i soprusi di un’autorità che vuole modificare l’identità di un popolo (lingua, religione e cultura). Ma sarà l’occupazione tedesca delle isole, avvenuta nel 1943, a formare politicamente Manolis, che tramite un soldato tedesco, Rudi, un ex detenuto per motivi politici, conobbe l’ideologia comunista e nello stesso periodo si avvicinò alla resistenza greca, l’Elas (Esercito popolare greco di liberazione), prendendo parte alle azioni contro i tedeschi.
È l’inizio di una guerra che dal secondo conflitto mondiale prosegue nella successiva guerra civile greca (per colpa del KKE, che decise di non prendere parte alle elezioni del 1946) e che costò molto caso a Fourtounis, il quale venne arrestato in quanto comunista, nel luglio del 1946, e spedito nel campo di prigionia di Aghio Efstratios e successivamente nel famigerato campo di internamento di Makronissos, dove fu duramente torturato (ebbe le dita delle mani spezzate) e restò in carcere fino al 1958. Purtroppo per lui si trattò quasi di un’“ora d’aria di libertà” perché, dopo il colpo di stato dei colonnelli, nell’aprile del 1967, venne internato a Makronissos e, infine, nell’isola di Leros, dove venne internato nel campo dedicato agli artisti e gli intellettuali.
Il poeta riuscirà a riabbracciare una parvenza di libertà solo nel 1971, a seguito di pressioni da parte della Comunità Europea, anche se una piena libertà la conobbe solo nel 1974 con l’avvento del governo democratico di Konstantinos Karamanlis e la legalizzazione del KKE. Per Manolis Fourtounis iniziò così un’altra storia, perché lui decise, in seguito alla scissione del KKE in due organizzazioni politiche, di aderire al Synapsismos (partito su posizioni riformiste, ndr), la logica conseguenza di una diversa visione della politica e del rifiuto di una sudditanza all’Unione Sovietica. Questo gesto, tuttavia, ebbe come conseguenza il vedersi togliere il saluto da alcuni compagni, i più fanatici, che come lui avevano vissuto l’internamento, le torture e resistito ai tentativi ricattatori dei loro torturatori (a volte compagni che avevano rinnegato l’ideologia comunista) di spingerli all’abiura di un’idea in cui credevano fermamente.
In questa opera Zandel unisce il rigore dell’inchiesta storica a un tono intimo, poetico e fortemente coinvolgente, presentando al lettore un ritratto completo e potente del poeta, un comunista refrattario ai dogmi di partito, oppositore di ogni totalitarismo, capace di criticare i fallimenti del comunismo stesso. La sua non è una cronaca fredda degli eventi, ma una profonda riflessione esistenziale sul prezzo della libertà d’espressione e sull’ostinazione morale di chi si rifiuta di piegare la testa dinanzi al totalitarismo. E al tempo stesso strappa all’oblio un intellettuale e poeta di cui su Internet si trovano poche tracce e le cui opere (alcune sono presenti in fondo al libro, ndr) meritano di essere rimesse in circolazione.
Infine, in questo libro l’autore esplora la complessa storia politica greca del Novecento, dalla Seconda Guerra Mondiale al crollo delle ideologie, un periodo che la memoria collettiva occidentale ha spesso rimosso o declassificato a evento marginale della Guerra Fredda, sopranominato dai greci come gli “anni di pietra”, gli anni compresi tra la conclusione della guerra civile greca, il 1949, e la fine del regime dei colonelli, avvenuto nel 1974.
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Un libro perfetto per...
Appassionati di storia contemporanea, storia greca
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Anni di pietra. Una storia greca
Lascia il tuo commento