- Autore: Tullio Avoledo
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Neri Pozza
- Anno di pubblicazione: 2026
Con Ultimo valzer di una ragazza perbene. Un’indagine dell’avvocato Contrada (Neri Pozza, 2026), Tullio Avoledo riporta sulla scena Vittorio Contrada, avvocato milanese non sempre incline al rispetto delle regole, ma molto sensibile alla tutela dell’ambiente e alle zone d’ombra dell’animo umano.
Chi ha già incontrato Contrada nel precedente romanzo della serie, Come si uccide un gentiluomo, sa che il suo non è il tipico studio legale votato alle cause milionarie. Contrada, Controvento per gli amici, tende a scegliere – o a farsi scegliere – da casi che altri preferirebbero evitare: cause ambientali pro bono o eticamente valide, situazioni in cui il diritto si intreccia con qualcosa di più personale. Un’inclinazione che lo porta spesso su terreni scivolosi, ma anche a contatto con toccanti vicende umane.
Lo studio "Almariva, Fuentes e Contrada" dove Contrada lavora con la socia Gloria Almariva – una ragazza lucida e concreta, alle prese con questioni sentimentali –, non naviga nell’oro. Anzi, la situazione economica è precaria e ogni nuovo incarico può contribuire alla sua sopravvivenza. Andrea Benati, detto Ciuffo, è il loro collaboratore più fidato, esperto informatico, dotato di intuito e tenacia. Il loro è un gruppo affiatato più per spirito di adattamento che per disponibilità di mezzi: pochi soldi, molta improvvisazione e una certa ironia nel modo di affrontare i problemi.
La storia si svolge principalmente a Milano, città che fa da sfondo a gran parte della vicenda con le sue atmosfere invernali e un certo senso di inquietudine urbana. Tutto ha inizio quando Claudia, un amore giovanile che Contrada non vede da oltre vent’anni, torna improvvisamente nella sua vita. Un tempo militante politica idealista, oggi Claudia è la moglie di un imprenditore di successo e si rivolge al vecchio amico perché qualcuno sta prendendo di mira Ada, la figlia che ha avuto quando era poco più che una ragazza e che ora sembra cambiata. Forse uno stalker, forse qualcuno deciso a colpire la famiglia... Fin dalle prime mosse dell’indagine Contrada capisce che la versione dei fatti non è completa. Ada non è soltanto una giovane vittima spaventata: la sua vita nasconde una dimensione segreta che nessuno attorno a lei sembra conoscere davvero e che trasforma l’iniziale caso di protezione personale in qualcosa di più complesso.
Accanto ai personaggi ormai familiari della serie compaiono nuove figure importanti. Claudia rappresenta il tramite con il passato del protagonista, mentre Ada è il personaggio più enigmatico: una ragazza che vive una doppia vita e che mette in crisi le categorie con cui gli adulti cercano di interpretarla. Intorno a loro gravitano il marito di Claudia, l’imprenditore Morlacchi, e altri personaggi, alcuni piuttosto inquietanti, legati alla malavita organizzata.
L’indagine procede a strati, con rivelazioni che cambiano progressivamente la prospettiva iniziale. Mentre emergono legami tra interessi economici, traffici digitali e dinamiche familiari complicate, le piste si moltiplicano e portano a Venezia, dove Morlacchi possiede un palazzo sul Canal Grande, in Sardegna e a Budapest – luoghi che allargano progressivamente l’orizzonte del romanzo. Parallelamente, Contrada deve confrontarsi con il proprio passato: non solo il ritorno di Claudia che fa riaffiorare ricordi e rimpianti, ma anche il rapporto con i genitori.
Il padre è una figura tutt’altro che secondaria. Dietro l’apparenza di un uomo malandato, che si presenta come disabile, si nasconde in realtà una mente lucidissima e profondamente inserita in una rete di relazioni e conoscenze che attraversano ambienti molto diversi. Non è un criminale qualunque: è qualcuno che sembra avere informazioni su tutto e su tutti, capace di orientarsi tra traffici, contatti e favori con una sicurezza che lascia intuire un potere sotterraneo e ramificato. La sua presenza rappresenta per Contrada un continuo motivo di disagio: un padre ingombrante, difficile da ignorare, che conosce troppe cose e che a volte appare persino più informato dell’avvocato stesso sulla vita e sul lavoro del figlio.
La madre, malata, vive invece in una costosa struttura per anziani. Il loro rapporto si è ridotto a visite saltuarie, a piccole attenzioni e a quella malinconia che nasce quando la vita di una persona cara entra nella sua fase più fragile. Se il padre porta nel romanzo una dimensione inquieta e ambigua, la madre introduce un tono più intimo e ricorda al figlio il lato più umano e vulnerabile dell’esistenza.
In questo percorso emerge anche uno dei tratti più particolari del protagonista: la sua "memoria assoluta", una capacità quasi prodigiosa di ricordare dettagli, conversazioni e situazioni del passato. Questo talento diventa uno strumento prezioso per l’indagine, ma è anche un peso: ricordare tutto significa non poter davvero archiviare il passato.
Uno degli aspetti più riconoscibili dello stile di Avoledo è il modo in cui costruisce i dialoghi. Le conversazioni sono rapide, spesso ironiche, a volte pungenti, e danno ai personaggi una forte presenza scenica. Non sono soltanto scambi di informazioni: servono a rivelare caratteri, tensioni e complicità. A questo si aggiunge una narrazione che alterna leggerezza e nostalgia: Avoledo riesce a passare con naturalezza da battute quasi sarcastiche a momenti di riflessione più amara, mantenendosi sempre in equilibrio tra intrigo e introspezione.
Ultimo valzer di una ragazza perbene è un giallo che usa l’indagine come punto di partenza per raccontare molto di più: il peso dei ricordi, la complessità delle relazioni e le contraddizioni del presente, anche in una dimensione ecologica. Il risultato è un romanzo investigativo elegante e malinconico, che consolida la figura di Vittorio Contrada come protagonista atipico.
La conclusione non rappresenta solo la soluzione di un enigma, ma anche il momento in cui tutte le linee della trama – familiari, sentimentali, economiche – si ricompongono mostrando il prezzo delle scelte fatte dai personaggi: più l’indagine avanza, più diventa chiaro che non si tratta solo di ricostruire i fatti, ma di capire le persone. È un finale che non punta soltanto sull’effetto sorpresa, ma su qualcosa di più sottile: la consapevolezza che dietro l’immagine rassicurante delle persone “perbene” si muovono spesso desideri, paure e ambizioni piuttosto ordinari.
Si chiude il libro con la sensazione che, in fondo, la verità assomigli a una danza di versioni diverse – un valzer, appunto – in cui ogni passo può cambiare la direzione dell’intera vicenda.
Ultimo valzer di una ragazza perbene. Un’indagine dell’avvocato Contrada
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Ultimo valzer di una ragazza perbene. Un’indagine dell’avvocato Contrada
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