Il terzo romanzo weird/fantasy della saga della Torre Nera di Stephen King Terre desolate (Sperling & Kupfer, 2017, trad. di Tullio Dobner) riparte da dove lo avevamo lasciato nel precedente capitolo, La chiamata dei tre.
New York, 1977. Jake Chambers illustra le sue continue visioni di porte, di una torre, del pistolero Roland e della sua morte. Roland, nel Medio Mondo, è continuamente afflitto dall’aver lasciato morire Jake e pensieri di tornare sulla Terra per salvarlo da un destino atroce non lo fanno dormire la notte. Con l’aiuto del suo Ka-Tet (Eddie e Susannah), il pistolero attua un rito che lo conduce a New York, in una casa abbandonata posseduta da un demone. Incontra Jake, sconfigge il demone e lo porta nel suo mondo.
In questo terzo volume fa capolino anche una nuova figura del gruppo, Oy il bimbolo, una specie di volpe bianca e nera che Jake addomestica e porterà per tutto il resto del viaggio. Nella parte finale del romanzo affrontano la loro ultima sfida contro Blaine il mono, un treno monorotaia cattivo che parla e che minaccia di ucciderli se non gli dicono degli indovinelli a cui lui sappia rispondere. Il viaggio in treno è l’unico modo per attraversare le terre desolate, avvelenate da scorie e materiale radioattivo a cui gli umani non sarebbero mai sopravvissuti.
Pubblicato per la prima volta nel 1991 da Sperling & Kupfer e tradotto da Tullio Dobner, Terre desolate è il capitolo in cui si consolida il gruppo di viaggio di Roland Deschain, l’ultimo cavaliere. Il linguaggio varia molto nel corso della storia e in base al contesto dei luoghi e dei personaggi, con una scrittura semplice di un bambino di 12 anni (Jake a NY) e il linguaggio degli abitanti del Medio Mondo, obsoleto e macchinoso. In questo romanzo scopriamo l’esistenza dei robot e della tecnologia in un contesto che, nel primo volume, sembrava fosse un fantasy medievale. L’unione di fantasy e tecnologia riesce ad integrarsi in maniera efficace al contesto letterario, anche se all’inizio può essere fuorviante.
Tutta la parte di Jake a New York (praticamente tutta la sequenza ripresa in quell’ignobile pseudoadattamento del 2017) è il cuore del romanzo e risalta notevolmente il rapporto padre-figlio tra Roland e Jake che avevamo già visto in L’ultimo cavaliere (forse qui è più marcato).
Un capitolo ricco di azione, tappezzato di rebus (non solo nel finale) e di oggetti enigmatici che saranno importanti per i prossimi volumi. Uno dei simboli più importanti, molto ricorrente il questo capitolo, è il tempo che è andato avanti e non ha avuto pietà né per i robot né per gli umani, unificando e confondendo i buoni con i cattivi, dimenticando il motivo di tale discernimento. La domanda per Roland e il suo Ka-tet è: meglio un mondo organizzato in buoni e cattivi, oppure un mondo in cui non si capisce più chi è l’uno e chi l’altro? In un tempo in cui il male e la follia si insinua nelle piccole case apparentemente incorrotte e in vecchie ferraglie arrugginite, forse è meglio un ordine fasullo, ma almeno organizzato.
- Autore: Stephen King
- Genere: Fantasy
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Sperling & Kupfer
- Anno di pubblicazione: 2017
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Terre desolate
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