I Templari indossavano una tunica d’arme bianca, con una croce latina rossa. I Giovanniti (futuri cavalieri di Rodi e poi di Malta), una tunica rossa con una grande croce bianca (dal XVII secolo, un mantello nero con la croce bianca ad otto punte). Un altro Ordine crociato nacque in Terra Santa alla fine del 1100: la croce su fondo bianco era nera, spesso patente, a quattro braccia uguali che si allargano alle estremità. Lo storico e scrittore Roland Hugo ha pubblicato un saggio, nel 1972, riproposto all’inizio dell’anno dalle Edizioni Oaks di Sesto San Giovanni, in ristampa anastatica: Storia dei Cavalieri Teutonici. Dalle Crociate a Himmler (gennaio 2026, collana “Ribelli”, 200 pagine), con immagini e disegni in bianconero nel testo.
Per intenderci, i guerrieri dell’Ordine Teutonico erano i bellicosi e crudeli armati germanici e nordeuropei eternati dal regista russo Sergej Ejzenstejn nel film del 1938 “Aleksandr Nevskij”, ma sconfitti proprio dal principe di Novgorod nella battaglia del lago Peipus - o lago dei Ciudi - al confine tra Estonia e Russia, nell’aprile 1242, ricostruita nella mitica pellicola in bianconero.
Lo scontro sul ghiaccio (o meglio, accanto, secondo recenti ricerche storico-archeologiche) è l’acme del film, opera di propaganda del cinema sovietico. Il conflitto con i Teutonici veniva descritto dalla prospettiva dei russi, masse di contadini armati guidate da un condottiero coraggioso, che fermano un possente esercito di invasori spietati. Gli elmi dei combattenti appiedati richiamano gli stahlhelm della fanteria nazista, a sottolineare il significato politico del film, di denuncia dell’espansionismo hitleriano, non ancora concretizzatosi nell’Operazione Barbarossa, l’aggressione del territorio sovietico, nel giugno 1941. Aquile, artigli e perfino svastiche stilizzate compaiono sui vistosi copricapi in metallo della cavalleria bianco crociata. Coprono interamente i volti dei condottieri teutoni, spersonalizzandoli e trasformandoli in macchine da guerra. Nella presa di Pskov, ordinano saccheggi e fanno gettare i neonati russi tra le fiamme.
In pratica, il regista caro a Stalin aveva anticipato il punto d’arrivo del saggio di Hugo, cogliendo l’insistente appropriazione ideologica della tradizione teutonica da parte del nazismo. Il Terzo Reich teneva infatti a reinterpretare il mito di potenza dell’aristocrazia guerriera germanica. Se ne facevano eredi soprattutto le SS, l’Ordine Nero, guidato da Heinrich Himmler.
Le denominazioni della confraternita sono varie: Ordo S. Mariae Teutonicorum (Ordine di Santa Maria dei Teutonici), Deutsche Orden (Ordine Tedesco), Deutschherren (Signori Tedeschi), Deutsche Ritter (Cavalieri Tedeschi), Deutschordenritter (Cavalieri dell’Ordine Teutonico), Kreuzritter (Cavalieri della croce).
Nacque durante le crociate in Palestina, alla fine del XII secolo, ad Acri, fortezza sulla costa mediterranea, ad opera inizialmente di crociati di Brema e Lubecca, commercianti del nord della Germania, di ceto borghese, non aristocratico, e conseguì subito un prestigio immenso. Le origini, nel 1190, videro la creazione di una sorta di ospedale da campo. Un anno dopo, l’Ordine ottenne la protezione del pontefice, Clemente III. Sul finire del secolo, l’autorità imperiale rese nobili i mercanti, che sotto papa Innocenzo III pronunciarono i voti di castità, povertà, obbedienza e devozione al Santo Sepolcro. Nel 1198, aggiunsero la denominazione Mariani, dall’ospedale di Santa Maria in Gerusalemme, giurando di uniformarsi alle regole e agli scopi di Templari e Cavalieri di San Giovanni. Lo stesso Innocenzo assegnò loro, oltre al compito assistenziale, anche la difesa dei pellegrini e la lotta contro gli infedeli. A supportare i nobili, c’erano dei conversi disarmati e si affiancò anche una congregazione femminile.
Diversamente dagli altri, l’Ordine Teutonico ebbe fin dall’inizio un carattere nazionalistico e tedesco. È facile comprendere come il suo scacchiere operativo dovesse trasferirsi presto al confine sull’Elba, minacciato da spostamenti di popoli da Est e a sua volta porta verso i territori a Oriente, quasi vergini e abitati da pagani. Credendo tramontata l’epoca delle spedizioni per Gerusalemme, stagnanti in Terra Santa dopo più di un secolo di lotte sanguinose, divenne il primo Ordine cavalleresco a trasferire le crociate verso l’Est slavo in Europa. Determinante la politica di Federico II di Svevia, che diede mano libera in Pomerania. Del resto, senza il consenso dell’imperatore e del papato, non sarebbe stato possibile spingersi verso terre già raggiunte da gruppi sparuti di monaci cistercensi, mossi dalla predicazione di San Bernardo di Chiaravalle.
Le crociate dei Teutonici contro gli Slavi somigliavano a quelle contro gli infedeli maomettani. Fino al 1291, la casa generale era rimasta ad Acri, mentre in Germania sorgevano altre province. Dal territorio tendasco, le aristocrazie guerriere feudali dell’Alto Medioevo avviarono spedizioni contro i pagani dell’Est. Il popolo polacco subì per secoli la pressione da Occidente, mentre sperimentava sulla sua pelle anche la forza crescente della Russia, da Oriente.
Alla fine del ventennio tra le due guerre mondiali del 1900, nacque il mito di una nuova crociata. Hitler, pur facendo professione di ateismo, voleva estirpare le comunità israelitiche, alle quali imputava la sconfitta della Germania nel 1918. Sfruttava e portava alle estreme conseguenze l’arianesimo antisemita latente nella cultura tedesca, sulla deriva di quella cristiana medievale. Così, nonostante il trattato di non aggressione del 1934 tra i due Stati, nel 1939 i nazisti attaccarono la Polonia, seguendo direttrici dei lontani Teutonici.
- Autore: Roland Hugo
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Storia dei Cavalieri Teutonici. Dalle Crociate a Himmler
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