- Autore: Manuel Vilas
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Guanda
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788823537002
Manuel Vilas ha una scrittura molto bella, accattivante, ricca di metafore, di rimandi, di citazioni, complessa e coinvolgente, che rende molto intrigante il suo nuovo romanzo dal lungo titolo, Se non ho nessuno accanto il mondo si fa tenebra (Guanda, 2026, trad. di Bruno Arpaia). Mi sono chiesta perché la casa editrice abbia scelto un titolo tanto lungo, mentre l’originale consta di una sola parola, Islandia; nella lettura del romanzo se ne apprezzerà il significato.
La narrazione parte da una frase, che Ada, sposata da undici anni con il narratore, lo stesso Vilas, pronuncia inaspettatamente: “Non sono più innamorata di te”. Comincia qui la lunga lamentazione dello scrittore, che ci trascina nel gorgo della sua disperazione perché la moglie, sposata in America anni prima dopo il suo primo matrimonio naufragato, amata, ammirata, senza la quale lui crede sia impossibile continuare la sua vita, ha deciso di abbandonarlo solo perché improvvisamente non lo ama più. Per tutte le pagine del libro l’autore ripercorre anni di convivenza, di vicinanza, di dissapori, di lontananze e di sesso che ormai, obiettivamente, funziona sempre meno e con meno passione; è molto strano, poi, che pochi giorni prima dell’annuncio la stessa Ada abbia pagato una costosissima crociera in Islanda, che i due avrebbero fatto insieme al figlio di lui e alla sua ragazza. Come spiegare l’imprevedibilità di una frase che sta distruggendo lo scrittore, il quale si ritrova a non capire più nulla della sua ultradecennale storia d’amore che improvvisamente va in frantumi? Resteremo amici, gli dice lei, e questo risuona nella mente del narratore come un’ennesima falsità inattesa e sconcertante.
Nel libro lo scrittore identifica spesso il suo amore con l’amore per il suo paese, e la fine del suo rapporto amoroso coincide con una forte critica alla Spagna odierna:
La Spagna sprofonda, e anche Ada e io, in armonia con il territorio. La Spagna è stata una falsità morale e lo è stato anche il nostro amore. La Spagna è il paese con più figli di puttana per metro quadrato. Ma Ada e io siamo rimasti incolumi, nessuno dei due ha avuto nulla a che fare con l’adulazione e l’arrivismo e l’ipocrisia di guardare da un’altra parte e gli incarichi pubblici. Ogni incarico pubblico in Spagna è corruzione.
Si incasellano così le sue continue e dolorose riflessioni, nelle quali parla di sé, dei suoi errori, della nostalgia dei suoi genitori ormai morti da tempo e sempre ricordati e rimpianti, del rapporto affettuoso, o almeno immaginato tale, con la famiglia di Ada, la suocera in particolare, a cui si sentiva particolarmente legato, del poco interesse con il mondo accademico americano in cui Ada si è distinta anche per la sua grande capacità di lavorare indefessamente, del senso di colpa nei confronti dei suoi figli e della loro madre, lasciata per l’amore travolgente per la bella e solare Ada. Bene, di tutta questa vita vissuta l’autore rimpiange tutto, è certo che senza Ada “il mondo si fa tenebra”: e allora lei, che pure gli vuole bene, accetta prima della separazione di fare la famosa crociera in Islanda, che appare una sorta di luogo mitico, quello della perduta e forse ritrovata felicità. Ada sarà affettuosa con lui, con suo figlio e la ragazza, insisterà nel nuovo modo amichevole di stare insieme, dove non ci saranno più i quotidiani whatsapp, la spremuta d’arancio mattutina, lo scambio di pensieri e di sesso.
Finalmente l’autore arriverà alla conclusione che scrivere è l’unico modo per far vivere e sopravvivere questo amore perduto: la scrittura come cura per la malattia, per la conservazione della memoria, per la testimonianza di una grande storia che è stata la più importante. Nelle ultime pagine del romanzo Manuel Vilas si esercita nella scrittura di diversi finali, come se gli anni futuri potessero raccontare diverse storie, conclusioni, direzioni divergenti del loro amore, compresa la morte inevitabile, chissà come e quando. Un racconto affascinante, quello che ci consegna, e che, soprattutto in alcune pagine davvero pregevoli, offre uno spaccato della psicologia di un ultrasessantenne abbandonato dall’amore della sua vita, di uno scrittore maturo che sa guardare dentro e fuori di sé, che usa la letteratura come lo strumento conoscitivo per eccellenza. Il personaggio di Ada poi è veramente bello, ben costruito, ben raccontato, davvero amato.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Se non ho nessuno accanto il mondo si fa tenebra
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