Ci siamo assuefatti a un’idea di erotismo addomesticata, diluita in filtri digitali, patinata e priva di odore. In una cultura che oscilla continuamente tra il puritanesimo di ritorno e la pornografia fredda, consumistica e meccanica, il vero desiderio sembra aver smarrito la sua anima viscerale. Abbiamo dimenticato cosa significhi la pelle che brucia, il brivido puro dell’attesa, la potenza di un’eccitazione sana, travolgente e consapevole. Poi arriva un’opera destinata a rompere gli indugi: Bestiale, femminile di Eva Di Palma (Mondadori, 2026), e la poesia torna a fare esattamente ciò per cui è nata: farci sentire vivi, pulsanti, sfrontatamente desideranti.
Con questa silloge di settanta liriche e un poemetto finale, Eva Di Palma compie un gesto d’amore e di ribellione. Spoglia l’Eros dalle sovrastrutture concettuali per restituirgli la sua natura più autentica, luminosa e ferina. Non c’è vergogna, non c’è senso di colpa, né la rassegnata passività a cui il corpo femminile è stato spesso rilegato: qui il godimento è un’affermazione d’esistenza, un atto di libertà pura e consapevole.
La grande forza di Bestiale, femminile risiede nella sua capacità di esplorare l’erotismo in tutte le sue sfumature più vibranti, senza cadere mai nella volgarità gratuita o nel romanticismo edulcorato. L’autrice ci invita a un viaggio attraverso la fisicità, dove l’eccitazione non è un tabù da nascondere, ma un’energia biologica e vitale che cura, risveglia e rigenera.
I versi della Di Palma sono un inno al piacere condiviso e preteso con orgoglio. Il corpo femminile non è un oggetto da contemplare con distacco, né un trofeo, ma un perimetro di passione attiva, un territorio d’incontro e di scontro dove la donna guida la danza del proprio appagamento. Leggere questa raccolta significa immergersi in una dimensione in cui i sensi sono amplificati: si percepisce il calore della pelle, il ritmo martellante del respiro, la chimica inesorabile dell’attrazione. È un erotismo sano perché solare nel suo essere primordiale, svincolato dai condizionamenti sociali e dal moralismo borghese.
L’autrice ci ricorda che il desiderio non è una debolezza, ma una bussola anatomica. Sentire l’altro fin dentro i propri globuli rossi, smarrirsi nella coreografia dei corpi che si cercano, cedere alla fame di contatto: tutto diventa parte di un rituale sacro ed estatico. La poesia svela l’intimità come uno spazio di catarsi, dove ci si spoglia non solo dei vestiti, ma delle maschere quotidiane per ritrovarsi nella propria essenza più pura e selvaggia.
È affascinante notare il cortocircuito biografico dell’autrice: Eva Di Palma, studiosa e ricercatrice nel campo del Diritto Romano con un’esperienza professionale nella pubblica amministrazione, si spoglia del rigore istituzionale per farsi moderna sacerdotessa dell’Eros. Questo contrasto rende la sua scrittura ancor più affilata e consapevole. C’è una precisione quasi chirurgica nel modo in cui sceglie le parole per descrivere l’abbandono sensoriale. La parola si fa carne, fluido, pelle arrossata, muscolo che si tende prima della liberazione. È un’esperienza sensoriale completa, dove la passione è totale, appagante e rigenerante. La Di Palma rifiuta le metafore zuccherose e va dritta al punto: la bellezza del sesso risiede nella sua verità. Bestiale, femminile non è soltanto una celebrazione del piacere, ma un manifesto politico e poetico contro la narrazione anestetizzata dei sentimenti. In un’epoca in cui la poesia tende a compiacere con aforismi rassicuranti da social media, quest’opera sceglie di graffiare e sedurre con la forza dell’autenticità.
L’autrice gioca con le immagini dell’oggettificazione per ribaltarle con ironia e potenza: la bambola di plastica viene fatta a pezzi per fare spazio alla femmina reale, che suda, vuole, gode e rivendica il proprio spazio nel mondo. Il godimento diventa così l’ultima vera forma di resistenza: un atto di disobbedienza contro chi vorrebbe i corpi docili, compostamente silenziosi e privi di slancio primordiale.
Leggere Bestiale, femminile è un’esperienza fisica prima ancora che intellettuale. È un libro che accende l’immaginazione, che risveglia i sensi addormentati e riconnette il lettore con quella parte sommersa e istintiva che troppo spesso soffochiamo. Mondadori firma con questa pubblicazione una delle raccolte poetiche più audaci, fresche e vive degli ultimi anni. Eva Di Palma ha scritto l’inno di chi non ha paura di definirsi, con orgoglio e grazia, "femmina e bestia". Un’opera potente e sensuale, che non chiede scusa a nessuno e che vi lascerà addosso l’odore inconfondibile della vita vera. Un acquisto imprescindibile per chiunque voglia riscoprire la poesia come pura, incontaminata carica erotica.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Bestiale, femminile
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