- Autore: Renzo Bistolfi
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: TEA
- Anno di pubblicazione: 2024
Renzo Bistolfi, prima di fare lo scrittore, viveva a Milano per lavoro. Ma il suo amore per Genova, per i suoi quartieri e il centro storico, era reale e gli mancavano moltissimo. I suoi libri gialli noir erano conosciuti e letti, ma si è spento nel 2024, a Sestri Ponente, il più famoso e grande quartiere di Genova. Tra i suoi libri, che hanno sempre una vena simpatica, ironica e di totale leggibilità, c’è pure un volume dal titolo Quel signore così perbene. Ovvero, tanto rumore per nulla (TEA, 2024), ambientato a Sestri Ponente.
Siamo nel 1962. Un passato che sembra un secolo, senza computer né innovazioni tecnologiche, dove i taxi nella stazione di notte possono anche mancare nel loro posto principale. Tarcisio Mercenaro è un uomo che, dopo aver messo a letto la moglie malata di sclerosi multipla, fa una passeggiata "igienica" per il quartiere, per poter ricaricarsi e affrontare la giornata successiva, che sarà uguale a tante altre. La mattina, infatti, prepara la colazione alla moglie, che gli ricorda che devono andare a Triora, dai suoi fratelli, un disco rotto di tutti i risvegli. Lascia la vicina a badare alla moglie, mentre lui fa le commissioni che lo tengono lontano un paio d’ore. È difficile non fare un favore a Tarcisio, un uomo gentile che parla a voce bassa, non è mai nervoso e tratta tutti con un’estrema gentilezza. La spesa è la meta più impegnativa: comprare alimenti che piacciono alla moglie o a entrambi, spendendo il giusto.
Una vita specchiata che si rovina in un attimo; una sera di metà settembre del 1962 vede vicino alla stazione ferroviaria una signora che è stata soffocata con un laccio, riversa a terra. Si avvicina alla macchina dei coniugi Tagliafico, il cui marito non è certo un guidatore esperto e ha toccato qualcosa, e in un momento Tarcisio avanza verso di loro per dire della donna morta e per chiamare i soccorsi.
Arriva la Scientifica e il commissario di polizia giudiziaria Maffei, con gli ispettori. I tre vanno interrogati, ma Tarcisio chiede se può tornare a casa, perché la moglie è molto malata e la vicina va via verso le 18,30 e quindi la moglie è da sola. Gli viene concesso il permesso di tornare a casa, mentre i Tagliafico vengono interrogati al commissariato. Oltre al Mercenaro, hanno visto una figura di uomo sparire nel buio, un impermeabile scuro e un cappello a tesa larga.
Nel frattempo il medico legale afferma che la donna è morta soffocata da una corda di nylon e si risale alle sue generalità: Rosa Meneghelli, 56 anni, di Cairo Montenotte, vedova da dieci anni, era una parrucchiera in pensione. L’arrivo a Genova, a Sestri Ponente, non dice niente di nuovo sulla malcapitata. Viene ascoltato anche Tarcisio a casa, con la moglie che ripete le solite cose, sul desiderio di andare a Triora, dai suoi fratelli. Ma Tarcisio dice al commissario che non sono mai stati a Triora, che vanno avanti per abitudini, ora che lui è in pensione, a 64 anni, ragioniere bancario. Per il commissario Maffei è un vero rompicapo.
Bistolfi ha la capacità di farti entrare in queste vite monotone, che non sono affatto specchiate, e più vai avanti e più ti senti dalla parte del commissario, con la camicia stazzonata e la cravatta non proprio pulita, che cerca di calmare la sua ansia fumando sigarette - siamo nel 1962 e si può fumare dappertutto, persino negli ospedali. E si andava in pensione presto, anche a sessant’anni e meno. Un mondo al rovescio. Solo fare del male e uccidere, non cambia mai.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Quel signore così perbene. Ovvero, Tanto rumore per nulla
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