- Autore: Salvatore Mannuzzu
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Einaudi
- ISBN: 9788806209216
Le persone passano la vita ad attribuire un senso a ciò che accade loro, agli avvenimenti che definiscono le proprie esistenze. C’è chi questa attribuzione di un senso agli eventi è chiamato a farla per mestiere, come i magistrati. A loro spetta il difficile compito di decodificare e mettere ordine a quelle complicatissime vicende umane che un ordine proprio non hanno. Vincitore del Premio Letterario Viareggio per la narrativa nel 1989, Procedura (nuova edizione: Einaudi, 2015) non è solo un giallo, ma un’analisi profonda del potere, della memoria e della verità.
È la morte per avvelenamento da cianuro di un magistrato, Valerio Garau, ad aprire il romanzo di Salvatore Mannuzzu. Un giudice istruttore viene incaricato di indagare sul caso, muovendosi tra le case e le stanze che la vittima ha abitato, luoghi in cui sono rimaste le tracce del suo esistere. Perché è cercando di comprendere chi fosse quest’uomo, ricostruendo la sua esistenza, che si può dare la corretta interpretazione delle circostanze della sua morte. Uno zio canonico, l’amante, l’ex moglie, i colleghi: chi è stato a ucciderlo?
Le pagine di Procedura descrivono una Sardegna claustrofobica, fatta di silenzi, omissioni e di una borghesia immobile e decadente. Nello sfondo, il clamore lontano di un’Italia sconcertata dal sequestro Moro. Il giudice che indaga non ha alcuna dote prodigiosa: è un uomo segnato da un destino avverso che agisce mettendo in dubbio ogni sua scelta. Si impegna, da buon magistrato, a indagare sull’omicidio seguendo la “procedura”. Tuttavia, a sbrogliare la matassa di questo caso complicato non sarà il suo intuito, quanto la sua capacità di interpretare i sentimenti delle persone.
Procedura non è un romanzo di genere, un noir o un giallo giudiziario. Il tema principale di questo splendido romanzo riguarda l’impossibilità di comprendere la realtà e il suo senso, narra di una verità degli uomini che non sempre coincide con la verità processuale. Vischiosa come la realtà che racconta è anche la scrittura di Mannuzzu: una scrittura che descrive con dovizia chirurgica, con un registro linguistico forbito e complesso, quasi burocratico, ma estremamente evocativo. La punteggiatura è messa completamente al servizio della narrazione, che procede per frammenti, atti e testimonianze. Una prosa strutturata i periodi lunghi e tortuosi, con soggetti che scivolano sempre - come d’uso nella lingua sarda - alla fine della frase, caricandosi di importanza e tensione drammatica.
In Procedura si ritrovano i luoghi metafisici e universali, l’impossibilità di una verità definitiva de Il giorno del giudizio di Salvatore Satta; rinviene il groviglio inestricabile del crimine e delle sue cause sociali, psicologiche e politiche esenti da risoluzione di Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda; riemerge l’impegno etico e civile e la capacità di integrare la narrazione letterario con la storia di Paese d’ombre di Giuseppe Dessì. La prosa analitica del romanzo, intrisa di amara ironia, è la medesima dei romanzi di Leonardo Sciascia. Procedura è il tentativo umano, spesso fallimentare, di dare ordine al caos del male. Questo di Mannuzzu è un libro denso, di introspezione, una lettura che va sorseggiata, ma che ripaga con una profondità rara nel genere.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Procedura
Romanzo esemplare, da tenere sui tavoli delle scuole di scrittura. Romanzo che si spera abbiano letto i tanti giallisti e scrittori di polizieschi che oggi affollano la narrativa italiana.