- Autore: Brunella Gasperini
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2023
Brunella Gasperini fu un punto di riferimento per molte donne italiane tra gli anni Cinquanta e Settanta. I suoi romanzi e i suoi racconti sono stati un sollievo nelle estati assolate di un tempo e hanno fatto ridere e piangere lettrici e lettori (anche gli uomini la leggevano furtivamente) con sentimenti dolci, delicati e un poco ironici. Ma la Brunella (permettetemi di chiamarla così) era nota per la sua posta del cuore su "Annabella"; ritengo perciò meritoria l’impresa della casa editrice GAE di pubblicare una selezione delle lettere col titolo Più botte che risposte (2023), in cui la scrittrice e giornalista cerca di rispondere alle tante domande che le fanno le lettrici.
Si parla di matrimonio, di fidanzamento di verginità, di un costume che cambia. Dalle lettere degli anni Cinquanta, in cui a preoccupare le giovani donne era l’idea di presentarsi come "sposa bianca" al matrimonio, agli anni Settanta, dove la donna, insoddisfatta del matrimonio, cerca di liberarsi da un marito troppo esigente. E la Gasperini consiglia, conforta, sgrida. Sì, perché le donne hanno bisogno di essere sgridate quando pretendono l’emancipazione e non fanno nulla per ottenerla, atteggiandosi a vittime; è importante l’indipendenza morale, economica e psicologica per poter uscire da un matrimonio sbagliato, e quante volte le donne diventano a loro volta ricattatrici e manipolatorie usando i figli come scudo per le loro stupidaggini. In molte lettere si parla di rapporti di potere più che di amore, di attitudine al controllo e non di dialogo, di servitù e dominio, ma questa non è emancipazione. La vita è fatta di viaggi, di lavoro, di amicizie, di serenità, di tante cose belle e brutte.
Quello che ho notato nelle lettere è la presenza di giovani donne sposate (e le donne si sposavano giovani all’epoca) che non avevano interessi, non coltivavano se stesse, si lasciavano assorbire dal marito e dai figli e soprattutto non facevano nulla per cambiare la situazione. La passività è un grande difetto, secondo Brunella, che riduce la vita di coppia (e anche personale) a sterili rimpianti o a decisioni sbagliate, come rifugiarsi nell’adulterio (quante Bovary!), nelle faccende di casa o nell’amore possessivo verso i figli.
I tempi cambiano e nelle ultime lettere si presentano tematiche urgenti come il divorzio, l’aborto e gli anticoncezionali. Veramente la Gasperini mostra la sua idea su una sessualità non libertina ma consapevole. L’Italia degli anni Settanta era ancora un paese che proibiva gli anticoncezionali se non quelli naturali, notoriamente fallimentari. C’è la ragazza che cede al suo innamorato e non si accorge di essere rimasta incinta, dimostrando l’ignoranza delle funzioni del suo corpo; c’è la donna che è contro l’aborto mentre Brunella risponde che l’embrione non è vita e l’aborto legalizzato renderebbe impossibile la piaga degli aborti clandestini, e che l’obiezione di coscienza spesso è un paravento e non una scelta. La Gasperini dimostra di avere idee laiche e moderne, ma che purtroppo ancora oggi, nel 2026, non sempre sono rispettate. Oggi si assiste a un pericoloso arretramento dei diritti delle donne di cui ci si accorge troppo poco, e inoltre una visione polarizzata dei rapporti tra uomini e donne.
Brunella non era così: era ferma nelle sue posizioni ma disponibile al dialogo, comprendendo che i "muri" creano solo isolamento e che i rapporti tra i sessi non devono essere una guerra senza né vinti né vincitori. E ancora è un problema attuale quello che denunciano alcune lettere, in cui ragazze adolescenti si lamentano di fidanzati possessivi e controllanti. Brunella le sgrida quando giustificano i comportamenti violenti degli uomini, che non cambieranno mai se non sono loto a volerlo. Ed è dura troncare subito questi rapporti malsani che portano solo dolore alle donne e ai loro futuri figli. Quanta verità in queste parole e quanto poco sono cambiate le donne!
Quando però i problemi della vita quotidiana sono risolvibili, la Gasperini dice alle donne di usare l’umorismo e il ragionamento. Rifletti che ti passa risponde ad una lettrice, perché il ragionamento fa vedere le debolezze umane come piccole e banali, e soprattutto usare l’allegria è il grande segreto della nostra vita. Grazie, Brunella.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Più botte che risposte
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