- Autore: Fabrizio Roncone
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Marsilio
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788829790869
Nel risvolto di copertina del romanzo Ogni nostro castigo di Fabrizio Roncone (Marsilio 2025) c’è già svelata l’intera storia che l’autore ha voluto raccontare: una nuova avventura dell’ ex giornalista Marco Paraldi che, in seguito a una brutta avventura avvenuta tempo prima nel Transatlantico di Montecitorio, a spese di un ministro, ha dovuto lasciare la professione ed è diventato vinaio, proprietario di Mezzolitro, una vineria molto ben frequentata nei pressi di Campo de’ Fiori, mai rinunciando però alla sua passione per il giornalismo investigativo. Il libro, come i precedenti di Roncone, contiene uno sguardo ironico, attento, spietato sulla Roma contemporanea, che l’autore-giornalista mostra di conoscere molto bene, indagandone i risvolti più oscuri e gli intrecci drammatici tra potere politico, professionisti scaltri e malavita.
La Roma che appare nei romanzi di Roncone è piena di sfaccettature e di descrizioni di ambienti molto eterogenei che si mescolano tuttavia in un vasto calderone dove il bene e il male, il malaffare, i sentimenti, le classi sociali, i quartieri periferici e le aristocratiche case del centro storico sembrano convivere influenzandosi, contaminandosi, alla fine ibridandosi in una sorta di affresco, brutto, della società contemporanea nella capitale della Repubblica.
Tutte le città hanno un odore. Roma conserva il suo nelle chiese. Chiunque arrivi qui per la prima volta deve solo scegliere una chiesa, entrarci e sentirne l’odore. Quell’odore. Da secoli è il modo migliore per cominciare a conoscere questa città.
Questo è l’incipt con cui lo scrittore ci trasporta in medias res; ci suggerisce come affrontare l’immagine della città eterna, partendo dall’odore che emanano chiese, monumenti, locali, interni borghesi, palazzi aristocratici e periferie degradate. Maritozzi con la panna e carbonara, gin tonic e vini pregiati si mescolano nelle conversazioni dei vari personaggi di questo romanzo; al centro Marco Paraldi, che alterna la sua presenza nella vineria a quella del suo appartamento dove cucina manicaretti per i suoi ospiti, tra cui, quasi fissa, la quasi fidanzata Chicca, principessa romana con problemi economici, bionda e altera, ma in realtà attratta fortemente da Marco. Una giovane turista americana entra nella vineria e chiede di Marco: si chiama Charlotte, parla bene italiano perché ha studiato alla Sapienza e racconta una storia risalente alla Seconda Guerra mondiale, quando suo nonno Gary era stato paracadutato sopra Cassino ed era stato abbattuto. In cerca di aiuto, con un compagno, era riuscito ad arrivare a Roma ed era stato soccorso dal nonno di Marco. Incredibile ma vero.
Paraldi è attratto dalla ragazza che potrebbe essere sua figlia, ma lei scompare, anche se gli ha lasciato il numero di cellulare. Alla ricerca della ragazza che non gli risponde, partono eventi complicati nei quali il vinaio sarà fortemente implicato. Nel romanzo c’è tutto: preti, calciatori, avvocati, politici, imprenditori malavitosi; c’è il pizzo, il rito dell’aperitivo, un assurdo mago nano, una festa di Carnevale dove
in questa città trasversale, il potente di turno finisce magari a ballare accanto a una commessa di Coin he s’è imbucata, e che riesce a chiedergli una raccomandazione per il fidanzato.
Per i lettori romani in particolare, per chi è attento ai fatti di costume, che segue la cronaca non sempre lusinghiera di una capitale multiforme e contraddittoria, il romanzo di Fabrizio Roncone offre una chiave di lettura tagliente, a volte surreale, ma drammaticamente realistica. Il linguaggio corrente e i dialoghi che si svolgono a vari registri comunicativi raccontano attraverso i box del “Messaggero” i post di Instagram, gli immigrati ormai inseriti nel tessuto della città, la manovalanza della criminalità, i rapporti malsani tra politici corrotti e potenti camorristi, l’amore per la cucina raffinata e per i giusti drink, una Roma poco turistica ma molto segreta, quella nella quale può avvenire qualunque delitto, qualunque amore, sotto la pioggia battente che non dà tregua, contraddicendo il luogo comune della città dei tramonti rosso fuoco.
Regina Coeli, qui, non è solo una preghiera: è anche un carcere.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Ogni nostro castigo
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