- Autore: Paul Auster
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Einaudi
- Anno di pubblicazione: 2018
- ISBN: 9788806239176
Paul Auster è un autore con la capacità innata di far affezionare il lettore ai propri protagonisti. Il modo in cui racconta i loro dubbi, i loro problemi quotidiani, le loro semplici domande porta inevitabilmente a empatizzare con la storia che si sta seguendo. Il romanzo distopico Nel paese delle ultime cose (Einaudi, 2018, traduzione di Monica Sperandini) non è certamente un’eccezione. Con il suo stile semplice e diretto, lo scrittore americano permette di visitare una città allo sfascio, dove tutto, anche le case e le persone, sembra scomparire da un giorno all’altro.
Per lungo tempo ho cercato di non ricordare più nulla. Confinando i miei pensieri al presente, ero più brava ad evitare gli umori tristi. La memoria, vedi, è la trappola più grossa, e ho fatto di tutto per non cadervi, per far sì che i miei pensieri non ritornassero furtivamente ai giorni andati.
Anna Blume, partita alla ricerca del fratello scomparso da tempo, sbarca in una nazione ai margini della realtà dove tutto sembra ormai compromesso. Il furto, l’omicidio, la fame, la sete e il disordine sembrano la normalità. E di fronte a quella distruzione, quando non sa con chi e come sfogarsi, la protagonista decide di scrivere, in un quaderno acquistato per altri motivi, una lunga lettera destinata a un amico non ben precisato. In quelle pagine tenta di riversare tutte le stranezze che vede, tutte le gioie che prova e tutti i risvolti drammatici della sua permanenza nel “Paese delle ultime cose”.
Il romanzo si apre con un’ampia descrizione del mondo che la circonda. Le strane abitudini create col passare dei mesi, le preoccupazioni più frequenti e le varie sette nate a seguito del mutamento della città sono descritte nei minimi dettagli. Il posto in cui Blume sbarca sembra essere stato totalmente depredato della sua umanità. Ogni oggetto è destinato a scomparire, anche i rapporti sociali nati in quel luogo danno l’impressione di non poter durare a lungo.
I primi personaggi incontrati da Anna sono Isabel e Ferdinand, una coppia di anziani signori che condivideranno la casa con lei per molto tempo. Da quel momento in poi si apre la narrazione del libro, la giovane ragazza inizia a raccontare cosa le succede durante la giornata e quali sono i metodi più semplici per guadagnarsi da vivere in quello scenario post apocalittico. Pur di raccattare qualcosa da mettersi addosso, i cadaveri lasciati in mezzo alla strada vengono depredati dei loro vestiti, tant’è che le scarpe diventano gli oggetti più preziosi, senza di quelle è praticamente impossibile sopravvivere. Tutto è vendibile al mercato nero, e anche ciò che sembra inutile in una situazione così drammatica riesce a trovare un compratore.
Il lettore che vuole sapere cosa è accaduto, come si è arrivati a quel punto, per quale motivo il governo di quella nazione non sembra agire in direzione di una soluzione definitiva non potrà che restare a bocca asciutta. L’intento dell’autore è solo quello di portare fuori dai canoni di una vita ordinaria delle persone normalissime. Alla fine Anna Blume non ha nessun segno particolare, non è simpaticissima, non è brava a fare qualcosa rispetto a un’altra, non si distingue per la sua intelligenza, è un essere umano come gli altri.
Quello che Paul Auster vuole fare in Nel paese delle piccole cose è far ragionare il lettore sull’idea di fine e di scomparsa in generale. Il contesto in cui questo viene narrato finisce in secondo piano, gli indizi disseminati lungo il libro sono così pochi da non lasciar spazio neanche a delle semplici ipotesi. La città sembra semplicemente malata, le leggi non proteggono più nessuno, tutti sono nemici, ogni giorno potrebbe essere l’ultimo, e basta, non c’è altro. Tutto cambia a seconda di come reagiscono e di chi si circondano.
Lo scopo della mia vita divenne quello di staccarmi da ciò che mi circondava, vivere in un luogo dove nulla potesse ferirmi. Uno per uno, cercai di abbandonare i miei interessi. [...] L’idea era di raggiungere l’indifferenza, un’indifferenza così potente e sublime da proteggermi contro ulteriori disgrazie.
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Nel paese delle ultime cose
Lascia il tuo commento