Loro
- Autore: Roberto Cotroneo
- Genere: Horror e Gotico
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Neri Pozza
- Anno di pubblicazione: 2021
- ISBN: 9788854523241
Loro (Neri Pozza 2021) è il nuovo romanzo dello scrittore, fotografo e critico letterario Roberto Cotroneo, che ha pubblicato una trentina di libri tra romanzi e saggi.
“Venni a sapere di quell’offerta di lavoro da un’amica di mia madre. Era l’estate del 2018 e avevo deciso che non mi sarei più iscritta al quarto anno di medicina alla Sapienza”.
Inizia così il diario di Margherita B., redatto in Australia dove si è recata per completare gli studi universitari, che racconta la sua esperienza come istitutrice di due gemelle di dieci anni chiamate Lucrezia e Lavinia. Le gemelline vivevano insieme ai loro genitori Umberto e Alessandra in una villa di vetro unica e originale senza muri esterni, progettata da un celebre architetto, circondata da un parco su di una collina situata alle porte di Roma. Una casa lunga, bassa, a un piano, che in realtà erano due, perché il soppalco era un piano superiore, di finestre e oblò che permettevano di inquadrare punti precisi della campagna. Una villa spettacolare considerato che da uno degli oblò della casa si poteva vedere la cupola di San Pietro, sopra la luce sospesa di Roma.
Margherita avrebbe dovuto insegnare le lingue straniere alle gemelline, già molto dotate e intelligenti, impartire lezioni di pianoforte a Lucrezia e perfezionare l’attività agonistica e l’equitazione di Lavinia verso cui la bambina aveva trasporto e talento. Due gemelle identiche tra loro, talmente uguali che anche i loro genitori stentavano a distinguere una dall’altra, che avevano dei codici e dei segreti tra loro dentro cui nessuno può entrare. Del resto i gemelli monozigoti sono un mondo affascinante, parlano in modi che nessuno può immaginare. Due “bimbe meravigliose”, lo stesso braccialetto al polso, bionde uguali, con la stessa pettinatura, gli stessi occhi azzurri, ma anche tanto inquietanti, presi dal padre.
Una villa in un “finis terrae”, un luogo ultimo, una costruzione sofisticata e artificiosa, che non ha niente di comune, di semplice, dove non entra il mondo, anzi appare come un “hortus conclusus”, un luogo autonomo, staccato e lontano dal mondo. Due gemelline bellissime, una famiglia apparentemente perfetta, ma mai fidarsi delle apparenze. In questo romanzo, che rende omaggio al genere gotico, Cotroneo ritorna a un tema a lui molto caro, quello del bene e del male, componendo una raffinata storia di fantasmi che fa pensare al racconto di Henry James The Turn of the Screw, Il giro di vite, ricca di suggestione e suspense.
“Le bimbe avevano il controllo di quanto stava accadendo”.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Loro
Hermann Grosser, scrittore e docente di lettere, nel suo Manuale di Narrativa – ed. Principato 1995 – stila una classifica dei lettori possibili in un romanzo:
- LETTORE INGENUO: è il lettore che si immedesima totalmente, si identifica nel personaggio e accetta la veridicità della storia;
- LETTORE DISPONIBILE: è il lettore pienamente consapevole del carattere romanzesco della storia, ma che decide, sceglie di crederci e tra lui e lo scrittore si instaura un consapevole patto narrativo;
- LETTORE CRITICO: è un lettore specialistico, che evita ogni processo di immedesimazione nella storia, orbita da un paragrafo a un altro senza necessariamente seguire la cronologia delle pagine, egli li studia, li confronta, stabilisce relazioni di significato.
In LORO, romanzo di Roberto Cotroneo ed. Neri Pozza Bloom 2021, l’approccio iniziale voleva essere quello di un lettore (lettrice!) critico, capace di carpire istruzioni, consigli, esempi di buona scrittura e stimolo a nuove idee.
Invece, la cifra della verosimiglianza è da subito talmente alta da minare ogni facoltà critica – almeno in primis – per lasciare spazio a una lettura ingenua, capace di far cadere totalmente nella storia e tra i personaggi.
Il romanzo è un memoriale scritto da Margherita e consegnato a una seconda persona, un LUI che lo invierà successivamente a una terza persona, un professionista della mente umana “con la speranza che la sua saggezza possa rischiarare le tenebre di questo orrore”.
Questi diversi livelli di narrazione, questa “mise en abyme” - l’autrice del memoriale, il depositario delle memorie, il professionista che le esamina - alimentano la percezione di realtà.
In questa storia c’è una ragazza, Margherita appunto, che si presenta in una villa in qualità di insegnante privata di una coppia di gemelle identiche. Primo aspetto inquietante: lo specchio di sé, il doppio perfetto - o quasi -.
La villa stessa è sospetta, sorge su un terreno maledetto ma voluta comunque da lei, la proprietaria e madre delle gemelle.
E poi c’è la trasparenza: muri che sono vetri e quindi facile accesso per l’esterno che piomba nei momenti più riservati della vita di Margherita.
E poi gli sguardi: sono sguardi di traverso, indiretti, spiati, scoperti per accidente e che inquietano proprio perché inaspettati, carpiti per caso.
Sono anche “spaiati”, perché gli sguardi “a due” vengono inaspettatamente deviati da una terza persona che entra nella traiettoria binaria e disturba il canale visivo, lo contamina di sospetti, tensioni, ghigno.
E decentra il punto di osservazione originario.
E’ in quello spazio, in quello scarto di traiettoria che il lettore si ferma, ristagna, annaspa e interrompe il continuum temporale della narrazione e interviene nella storia avanzando le sue ipotesi, puntualmente tradite.
Che fare? Restare o fuggire? Se lo chiede spesso Margherita, quando comincia a capire - o crede di capire… -.
La conclusione lascerà tutti a bocca aperta, in uno "iato" da perfetto thriller psicologico.
Buona lettura.
Hermann Grosser, scrittore e docente di lettere, nel suo Manuale di Narrativa – ed. Principato 1995 – stila una classifica dei lettori possibili in un romanzo:
– LETTORE INGENUO: è il lettore che si immedesima totalmente, si identifica nel personaggio e accetta la veridicità della storia;
– LETTORE DISPONIBILE: è il lettore pienamente consapevole del carattere romanzesco della storia, ma che decide, sceglie di crederci e tra lui e lo scrittore si instaura un consapevole patto narrativo;
– LETTORE CRITICO: è un lettore specialistico, che evita ogni processo di immedesimazione nella storia, orbita da un paragrafo a un altro senza necessariamente seguire la cronologia delle pagine, egli li studia, li confronta, stabilisce relazioni di significato.
In LORO, romanzo di Roberto Cotroneo ed. Neri Pozza Bloom 2021, l’approccio iniziale voleva essere quello di un lettore (una lettrice!) critico, capace di carpire istruzioni, consigli, esempi di buona scrittura e stimolo a nuove idee.
Invece, la cifra della verosimiglianza è da subito talmente alta da fare vacillare ogni facoltà critica – almeno in primis – per lasciare spazio a una lettura ingenua, capace di far cadere totalmente nella storia e tra i personaggi.
Il romanzo è un memoriale scritto da Margherita e consegnato a una seconda persona, un LUI che lo invierà successivamente a una terza persona, un professionista della mente umana “con la speranza che la sua saggezza possa rischiarare le tenebre di questo orrore”.
Questi diversi livelli di narrazione, questa “mise en abyme” - l’autrice del memoriale, il depositario delle memorie, il professionista che le esamina - alimentano la percezione di realtà.
In questa storia c’è una ragazza, Margherita appunto, che si presenta in una villa in qualità di insegnante privata di una coppia di gemelle identiche. Primo aspetto inquietante: lo specchio di sé, il doppio perfetto - o quasi -.
La villa stessa è sospetta, sorge su un terreno maledetto ma voluta comunque da lei, la proprietaria e madre delle gemelle.
E poi c’è la trasparenza: muri che sono vetri e quindi facile accesso per l’esterno che piomba nei momenti più riservati della vita di Margherita.
E poi gli sguardi: sono sguardi di traverso, indiretti, spiati, scoperti per accidente e che inquietano proprio perché inaspettati, carpiti per caso.
Sono anche “spaiati”, perché gli sguardi “a due” vengono inaspettatamente deviati da una terza persona che entra nella traiettoria binaria e disturba il principale canale visivo, lo contamina di sospetti, tensioni, ghigno.
E decentra il punto di osservazione originario.
E’ in quello spazio, in quello scarto di traiettoria che il lettore si ferma, ristagna, annaspa e interrompe il continuum temporale della narrazione e interviene nella storia avanzando le sue ipotesi, puntualmente tradite.
Che fare? Restare o fuggire? Se lo chiede spesso Margherita, quando comincia a capire - o crede di capire… -.
La conclusione lascerà tutti a bocca aperta, in uno "iato" da perfetto thriller psicologico.