- Autore: Cristina Cassar Scalia
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Einaudi
- Anno di pubblicazione: 2026
Eccoci al romanzo numero tredici di Cristina Cassar Scalia, dal titolo Le terme dell’indirizzo (Einaudi Stile libero, 2026): il commissario in pensione Patanè, il magistrato Paolo Malfitano, la signora Bettina, l’intera squadra dei collaboratori fedeli e affezionati, Spanò, LoFaro, Bonazzoli, Nunnari, Ristuccia e il grande capo Tito Macchia fanno da comprimari in una nuova avventura che, come sempre, ha per assoluta protagonista la golosa Vanina Guarrasi, una sbirra coraggiosa, intelligente, intraprendente, appassionata del suo lavoro e decisa a trovare finalmente l’assassino di suo padre, falciato in servizio mentre lei bambina usciva da scuola.
Siamo alla Mobile di Catania, anche se il cuore di Vanina è spesso a Palermo, dove vive sua madre, il patrigno professor Federico, sua sorella Costanza e il suo innamorato, il giudice Paolo, eternamente sotto scorta. Nella nuova avventura, in un’estate torrida, viene trovato ucciso e dato alle fiamme un barbone, che era solito trovare rifugio in un sito archeologico da poco restaurato e aperto al pubblico. Ma del cadavere, privo di documenti, con gli abiti e gli effetti personali, bruciati, non si riesce a risalire all’identità.
Potrebbe essere una ritorsione mafiosa? O forse un gruppo di giovinastri che avevano già tentato di bruciare un altro clochard mesi prima sono i veri colpevoli. L’indagine langue, non ci sono tracce, e comincia l’andirivieni sulla strada Catania-Palermo, che Vanina percorre ad alta velocità con la sua Mini.
Al di là della trama, che solo nelle ultime pagine chiarisce il caso trovando il colpevole e il movente, come sempre Cristina Cassar Scalia ci intrattiene con leggerezza intorno al suo personaggio, che ormai conosciamo e amiamo: golosa, affamata, fumatrice di Gauloises, spesso spente, fissata con le tavolette di cioccolato amaro al 70% e i film italiani degli anni Sessanta in bianco e nero, di cui ha un’intera collezione. Vanina fa almeno due volte colazione, fermandosi al bar dove si rimpinza di raviole, brioches, granite, sempre affamata, per nulla attenta alla linea, anzi molto critica con la sua collega e amica Bonazzoli, nordica, vegetariana, fissata con la dieta, magrissima oltre che bellissima.
Le città di Catania e Palermo, affollate, piene di traffico, ricche di posticini dove mangiare squisitezze - pasta alla Norma, polpette di melanzane, arancine, panelle, scacce - ci restituiscono una Sicilia dove si spara e si uccide, ma anche un posto magico, dove la natura, l’archeologia, i panorami, il mare rendono quella regione ancora un luogo di delizia. Vanina Guarrasi ammira Simenon, imita con le sue indagini approfondite il commissario Maigret, e il libro, come i precedenti, si legge con leggerezza e voglia di finire, aspettando il prossimo, dato che le ultime righe, come in ogni serie, preludono a nuove avventure.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Le terme dell’Indirizzo
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