- Autore: Luciano Canfora
- Genere: Politica ed economia
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Sellerio
- Anno di pubblicazione: 2026
A ottant’anni dalla nascita della Repubblica italiana, come è stato possibile che alla guida del Paese giungesse una forza politica che non ha mai reciso completamente il proprio legame ideale con il Movimento Sociale Italiano? È questa la domanda che attraversa (Sellerio, 2026) e che Luciano Canfora affronta con il rigore dello storico e la passione dell’intellettuale civile.
La risposta dell’autore è netta. La vicenda repubblicana viene riletta come un lungo processo nel quale la Costituzione è stata continuamente contestata e delegittimata da una parte della cultura politica italiana, mentre gli eredi del fascismo hanno progressivamente conquistato legittimazione fino ad assumere la guida del governo.
Canfora apre il suo saggio tornando alle origini della Repubblica. Ricostruisce le tensioni seguite al referendum del 2 giugno 1946, le resistenze della monarchia ad accettarne il risultato, le contestazioni sulla regolarità del voto e il difficile avvio della Costituente. La nascita della Repubblica non fu un percorso lineare, ma un processo travagliato, segnato da contrapposizioni destinate a lasciare una lunga eredità.
Il cuore del libro è però la Costituzione. Attraverso una fitta documentazione composta da articoli di giornale, interventi parlamentari e dichiarazioni politiche, Canfora ricostruisce le critiche rivolte fin dall’inizio alla Carta costituzionale, accusata da una parte del mondo liberale e conservatore di essere troppo influenzata dalla cultura comunista e socialista. Anche il primo articolo, con il riferimento al lavoro come fondamento della Repubblica, diventa il simbolo di uno scontro ideologico destinato a protrarsi nel tempo.
Parallelamente si sviluppa il percorso del Movimento Sociale Italiano, seguito dall’autore nella sua evoluzione fino agli eredi politici attuali. È questo il filo conduttore che conduce alla tesi centrale del volume: la progressiva legittimazione di una destra postfascista mentre il progetto costituzionale sarebbe rimasto in larga parte incompiuto. Anche il richiamo al libro di Giorgia Meloni si inserisce in questa prospettiva interpretativa.
Il volume è costruito come un dossier storico. Le citazioni sono numerosissime e costituiscono l’ossatura dell’argomentazione. Più che raccontare gli avvenimenti, Canfora li convoca come prove a sostegno della propria lettura. Il risultato non è una storia generale della Repubblica, ma un’indagine sul conflitto politico e culturale che ha accompagnato la Costituzione fino ai nostri giorni.
Ed è proprio questo l’aspetto che merita di essere sottolineato. Il titolo e la presentazione editoriale sembrano annunciare una ricostruzione della parabola repubblicana attraverso crisi, successi e sconfitte. In realtà questi passaggi rimangono sullo sfondo: il vero protagonista del libro è il destino della Costituzione e il confronto, spesso aspro, che l’ha accompagnata.
Nelle pagine conclusive emerge con maggiore evidenza il Canfora intellettuale impegnato. La sua conclusione è che, a ottant’anni dall’insediamento della Costituente, il progetto delineato dalla Carta costituzionale non abbia ancora trovato piena realizzazione. È una tesi coerente con l’intero percorso del libro e sostenuta da una documentazione ampia e puntuale.
La parabola della Repubblica è dunque un libro che non mira tanto a raccontare la storia della Repubblica italiana quanto a interpretarla. Chi si aspetta una ricostruzione complessiva della vicenda repubblicana potrebbe desiderare uno sguardo più ampio sulle trasformazioni sociali, economiche e culturali che hanno attraversato il Paese. Chi invece vuole comprendere il modo in cui Canfora collega il dibattito costituzionale del dopoguerra alla politica contemporanea troverà un saggio rigoroso, documentato e capace di alimentare il confronto.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La parabola della Repubblica
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