- Autore: Luciano Canfora
- Genere: Politica ed economia
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Laterza
- Anno di pubblicazione: 2023
Luciano Canfora, ottant’anni e più, è uno splendido esempio di come studiare la Storia faccia bene ai lettori, soprattutto quando si ha un’impressionante memoria sugli anni passati al governo, quando alle ultime elezioni c’è un governo di centrodestra, sperando che la sinistra si liberi dal troppo "aristocratico mistero", in primis dal segretario del partito democratico, Elly Schlein, nata a Lugano, sicuramente ferrata nello "scomparire" per contadini del Sud e "questione meridionale", che nemmeno lei conosce. Ironia dolorosa, con questa signora che è conosciuta dal trenta per cento del suo partito. L’ex partito comunista era un partito sentimentale, e quindi ama la faccia e la chiarezza di intenti di un gigante come è stato Enrico Berlinguer.
Luciano Canfora, con questo saggio Sovranità limitata (Laterza, 2023), spiega come l’ex Movimento Sociale è entrato nel governo del presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Canfora la prende alla lontana, dal pasticcio dell’8 settembre 1943; un Re troppo fragile e ambiguo, lo spezzare l’Italia tra alleati americani e infine Salò, il governo di Mussolini ancora legato con i tedeschi. E l’ambiguità arriva fino agli anni Ottanta, quando l’architetto Filippo Panseca costruì una sorta di tempio per onorare il presidente del Consiglio Bettino Craxi. Nel frattempo uomini chiaramente fascisti come Giorgio Almirante trovano legittimità nel nuovo "craxismo". Parliamo di uomini che erano a conoscenza o avevano firmato per le Leggi razziali del 1938, una delle leggi meno democratiche della storia d’Italia che si preparava alla guerra con l’alleato Hitler, una vergogna, quella di allinearsi con la "soluzione finale" del popolo ebraico insieme al nazismo. Non siamo caduti mai così in basso. I francesi, che avevano accettato un governo collaborazionista con i tedeschi, si sentivano legittimati a criticare leggi così vergognose. Da così tanto lontano arriva il patto stipulato dalla Meloni col presidente d’America Donald Trump. Tornando agli anni Ottanta con Craxi, un professore di chiara fama, Renzo De Felice, ebbe l’ardire di affermare che le note sulla Costituzione per non avere più elementi fascisti nell’Italia erano un pantomima, dal momento che Almirante era al potere nel Movimento Sociale italiano ed entrò a Montecitorio, rilasciando un’intervista al “Corriere della Sera” del 25 gennaio del 1988 in cui chiamava il nostro paese "Repubblica bastarda". Crax,i che a breve sarebbe finito in esilio per evitare il carcere, aveva rinunciato al mandato governativo nel 1986.
L’anno della morte di Aldo Moro, nel 1978, sembrava un fatto scioccante, lontanissimo. L’Italia era ed è un paese a sovranità limitata, perché ha pochissimo peso politico nell’Unione Europea. Ma Canfora lo spiega meglio scrivendo nel capitolo sugli Stati Uniti d’America:
l’Italia, per il modo in cui si era conclusa la guerra mondiale e in forza della "spartizione" delle aree di influenza stabilizzatasi nel corso della guerra fredda, era e continuava ad essere un paese a sovranità limitata e non doveva dimenticarlo.
Finora non ci sono stati motivi per cambiare questa opinione, perché il neoliberismo e la globalizzazione ci hanno chiamato a scenari molto più ampi e le ideologie sono sparite del tutto. Nel paese governato da Giorgia Meloni, in ogni caso, sono entrati deputati e onorevoli, e alcuni vengono direttamente da Alleanza Nazionale, che è stata la faccia pulita del fascismo.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Sovranità limitata
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