La paga del sabato
- Autore: Beppe Fenoglio
- Genere: Classici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Einaudi
La letteratura italiana dell’immediato secondo dopoguerra è folta di autori ed autrici che hanno lasciato un segno nel paese; tra questi è impossibile non citare Cesare Pavese, Natalia Ginzburg e Beppe Fenoglio. L’autore, nato ad Alba nel 1922, è stato forse lo scrittore che è riuscito meglio a raccontare la vita partigiana sia durante che dopo la fine dell’occupazione nazifascista. Ed è proprio in uno dei suoi primi testi, il quale a causa di problemi editoriali fu pubblicato solo postumo, che vengono trattati questi temi: il libro in questione è La paga del sabato (Einaudi, 2022).
Io non mi trovo in questa vita, e tu lo capisci ma non ci stai. Io non mi trovo in questa vita perché ho fatto la guerra. Ricordatene sempre che io ho fatto la guerra, e la guerra mi ha cambiato, mi ha rotto l’abitudine a questa vita. Io lo capivo fin d’allora che non mi sarei poi ritrovato in questa vita qui.
Il romanzo si apre con scorci di quotidianità di una normale famiglia del Nord Italia. Ettore, poco più che ventenne, è da non molto tempo tornato dai campi di battaglia, esattamente come il suo autore aveva combattuto nella Resistenza. Ma, a guerra terminata, è costretto a tornare a casa con una storia alle spalle ingombrante, con un vissuto opprimente che non gli permette di allinearsi al resto della società. È un ragazzo scontroso, il quale, già nelle prime pagine, litiga con la madre poiché lo spinge con insistenza a cercarsi un lavoro. Tutto il breve testo gira intorno a questi pochi punti chiave, il protagonista si muove nella sua città e interagisce con delle persone quasi solo per riuscire ad ovviare a questo problema. Come se dovesse fare i conti con il fatto che da quel momento in poi la sua vita non l’avrebbe passata più col fucile in mano, ma semplicemente a fare l’impiegato in una fabbrica di cioccolato. L’unica eccezione è una ragazza di nome Vanda; i due, infatti, s’incontrano sempre di nascosto per passare del tempo insieme e fantasticare su una convivenza futura. Fenoglio vuole mostrare la lenta ripresa di una persona che, per molti mesi, era stata costretta ad una quotidianità lontanissima da quella degli altri.
Nella seconda parte del romanzo, Ettore decide di prendere una strada diversa e ancora più ambigua. Si affianca ad uno strano personaggio, Bianco, che già molto prima gli aveva offerto un lavoro. L’autore è come se ci mostrasse, attraverso le scelte del protagonista, il completo disallineamento dell’ex partigiano, il quale preferisce minacciare con una pistola un fascista o accompagnare il suo capo ad acquistare della cocaina in Francia pur di rendersi economicamente indipendente. Il chiodo fisso di Ettore è quello di fare più soldi possibili in meno tempo possibile, in modo tale da cambiare rotta e iniziare a vivere con più calma in compagnia di Vanda. Per farlo decide di sporcarsi le mani, cercando, anche gradualmente, di allontanarsi dalle persone che gli consentivano di fare quel tipo di lavoro. Nonostante questo, l’autore non fa sconti al proprio personaggio e fa comprendere molto bene al lettore che i suoi gesti sono al di fuori di un corretto modo di stare al mondo, punendolo senza paura nei momenti del bisogno.
C’è solo più un discorso che voglio ascoltare, e questo discorso me lo faccio io, c’è solo una lezione che voglio tenere bene a mente, e mi odio se penso che l’avevo già imparata bene e poi col tempo l’ho dimenticata. Non finire sottoterra. Per nessun motivo. Non finire sotto terra. Né in galera.
La paga del sabato di Beppe Fenoglio è forse tra i suoi testi meno conosciuti, ma nonostante questo rimane un’opera con una grande potenza simbolica. La volontà dell’autore era quella di consegnare nelle mani di Ettore il punto di vista di una generazione che era tornata a casa completamente diversa da come era partita. Per questo, anche dopo l’anniversario degli ottant’anni dalla Liberazione, un modo per ricordarsi di quegli uomini e di quelle donne che hanno combattuto rischiando la propria vita è certamente quello di leggere il libro di uno degli scrittori che ha vissuto sulla propria pelle quelle disgrazie.
La paga del sabato
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La paga del sabato


Lascia il tuo commento