I penultimi
- Autore: Beppe Fenoglio
- Genere: Classici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Einaudi
La fama di Beppe Fenoglio di essere uno dei maggiori esponenti della letteratura italiana novecentesca non è stata immediata, anzi il suo successo è arrivato solo postumo. Molti dei suoi romanzi sono stati pubblicati dopo la morte, neanche la sua opera più famosa, ovvero Il partigiano Johnny, fu stampata mentre era in vita. Insieme a una storia editoriale travagliata e alla diagnosi della sua malattia, I penultimi, testo presente nella raccolta Tutti i romanzi (Einaudi, 2015), si inserisce perfettamente all’interno dell’assurda biografia dello scrittore piemontese. Romanzo mai terminato che mette in scena la vita della povera famiglia Fenoglio durante la Prima Guerra mondiale.
Caro zio Gillio, spero che tu sia sempre vivo e che mai ti lascerai far la pelle dagli austriaci. Qui le cose vanno bene e male. Bene perché siamo tutti più o meno in salute, male perché i soldi non bastano nemmeno fino al quindici del mese.
Il libro, sin dalle prime righe, esalta uno stile di scrittura insolito per l’autore; le uniche volte che Fenoglio ha deciso di scrivere un testo lungo in prima persona sono La malora e I penultimi. I punti di contatto fra queste due opere non restano solo questi: i protagonisti sembrano collegati dalle stesse difficoltà, dagli stessi problemi che, ovviamente, derivano da cause differenti. Il personaggio principale è un ragazzino piemontese di poco più di dieci anni. La locazione temporale non è ben specificata, gli unici indizi che vengono dati riguardano un fronte in Austria. La lettera che apre il romanzo inserisce il lettore immediatamente all’interno del racconto, aiuta a comprendere bene il contesto sociale ed economico dell’epoca. Ciò che si capisce è che al centro della narrazione c’è una famiglia povera che a stento riesce a mangiare e a trascorrere un mese intero senza incappare in gravi imprevisti. E, mentre i protagonisti si muovono tra i paesini vicino ad Alba, sullo sfondo c’è la guerra. Tragedie quotidiane, come la notifica di un decesso in battaglia ai parenti del morto, sembrano quasi non interferire con la normalità delle loro vite.
La prima parte del libro, che essendo incompleto è quella con il maggior numero di pagine, sembra una zona di approdo per il lettore, quasi come se volesse far entrare il pubblico all’interno di quel periodo storico e poi stravolgerlo cambiando completamente ambienti. L’unico personaggio con i nervi saldi sembra essere proprio il piccolo Fenoglio, che, con gli occhi di un ragazzino, descrive con vivacità quello che trova intorno. A tratteggiare la narrazione ci sono gli incontri assurdi con un uomo folle appostato fuori la loro casa, un disertore che fugge nei boschi, la nonna che minaccia i suoi parenti pur di ottenere altre bottiglie di fernet e il nonno che si fa scivolare tutto di dosso come se fosse la normalità. Il protagonista è il solo a cambiare la propria condizione iniziale, andando a lavorare lontano dalla sua città per alcuni zii che non aveva mai conosciuto; gli altri restano nello stesso punto aspettando un cambiamento.
I penultimi di Beppe Fenoglio è un testo che non può che lasciare l’amaro in bocca per il potenziale inespresso, e che rimarrà tale in quanto permea ogni pagina del libro. I personaggi e lo stile di scrittura ricordano le migliori opere dell’autore nato ad Alba, ma nonostante questo la fine della Grande Guerra non verrà mai vista con quegli occhi, i componenti della famiglia non torneranno mai dal fronte, il piccolo protagonista non si abituerà mai alla sua nuova vita e resterà in un limbo di nostalgia di casa.
Gli domandai quanti chilometri avevamo fatto da Monchiero e quando mi rispose meno di sette, non potei fare a meno di dire: – Appena? E io ho già tanta nostalgia di mio nonno come se l’avessi lasciato in America. Chissà come mi sentirò quando avremo fatto il triplo di strada e le campagne dei paesi all’intorno suoneranno vespro?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: I penultimi


Lascia il tuo commento