- Autore: Italo Calvino
- Genere: Raccolte di racconti
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Mondadori
- Anno di pubblicazione: 2023
Italo Calvino è famoso per i suoi scritti metaforici e pregni di significato; questi due non sono da meno. La nuvola di smog. La formica argentina (Mondadori, 2023) sono racconti che pongono domande ma non forniscono risposte, rimangono criptici ma coinvolgenti. Descrivono in maniera impeccabile il male di vivere dell’essere umano in tutte le sue forme, che è per sua natura inevitabile e senza soluzione.
La nuvola di smog, il primo dei due racconti, parla di un uomo che sta iniziando una nuova vita, in una nuova città, con un nuovo lavoro. È difficile riconoscere una trama vera e propria perché si tratta di una serie di immagini che nota il protagonista, il cui insieme forma una storia, che viene vista e vissuta come lo fa lui. Per questo motivo la prima persona singolare nella scrittura è fondamentale. Egli non descrive le situazioni che vive, ma ci dona dettagli e particolari delle cose che vede; non è un protagonista attivo, rimane uno spettatore come noi, e il risultato è che non vediamo gli oggetti e le persone ma ne percepiamo solo l’essenza. La storia inizia con il suo trasferimento, che è un viaggio nella sua provvisorietà, vissuta come un elemento che gli dona stabilità interiore nella confusione della vita. Inizia il suo nuovo lavoro come redattore in un periodico ambientalista, con dei valori in cui non crede veramente ma lo sa nascondere bene. Vengono introdotti una serie di personaggi che vengono descritti allo stesso modo: la signora anziana, la sua proprietaria di casa, è una donna bonaria ma che a volte risulta sconveniente; il suo collega è ligio nel suo lavoro e cortese nei modi, ma finto; il suo titolare è distante e competente, ma molto più profondo. Il modo in cui ne parla descrive molto di più il protagonista che i personaggi in sé. Non è necessariamente un narratore inaffidabile, ma la sua emotività gioca un ruolo molto importante; il direttore del giornale sembra una caricatura di sé stesso quando avviene un litigio, ma diventa sempre più umano quando si rende conto che è più simile a lui di quanto sembra. Questo fatto diventa estremamente evidente quando viene introdotta Carla, la donna di cui è sempre stato innamorato. È una persona sfuggente, gioiosa e che non vede lo stesso mondo grigio che vede lui, anzi anche il narratore diventa diverso ai suoi occhi; lei è una ventata di aria fresca che lo destabilizza ma da cui vorrebbe farsi travolgere ancora più violentemente. Odia la stabilità ma allo stesso tempo non parte mai con lei (che non demorde e continua a invitarlo nei suoi viaggi), probabilmente per la profonda paura di appartenenza. Proprio con lei, una sera si ritrovano in un punto panoramico e viene affascinato da una nuvola che avvolge tutta la città. Lei non la nota neanche, ma lui ne rimane ipnotizzato. Si tratta di una nuvola di smog, il motivo per cui lui vede sporco tutto ciò che lo circonda, ciò che rende grigia la sua vita. Allora inizia a notare come tutta la sua quotidianità ruoti intorno ad essa, diventa un’entità viva, materiale, che riesce a toccare. Mentre lui inizia a modellarsi all’interno di questo squallore, scopre che il direttore del giornale è anche un imprenditore a capo di una fabbrica. Inizia a capire la sua doppia vita, il visionario e l’uomo di industria, ma non riesce mai a giudicarlo per questo, probabilmente perché riconosce sé stesso all’interno di questa ipocrisia. Si riconosce molto di più di quanto potrà mai fare nelle persone che rispetta veramente. Il racconto si chiude con l’ennesima immagine, ma a differenza delle altre è candida, pura. È ovvia la spiccata critica alla società capitalistica, a cui interessa solo dei consumi e della produzione, che porta all’alienazione dei lavoratori di cui il protagonista è la più alta rappresentazione.
Il secondo racconto invece, La formica argentina, parla di una famigliola che si trasferisce nella vecchia casa dello zio. Il protagonista, a differenza del primo, cerca stabilità insieme alla moglie e al figlio appena nato ed è meno introspettivo, accetta gli eventi che gli capitano e tenta di trovare un modo per affrontarli. Non appena si sistemano nel nuovo appartamento vengono letteralmente invasi dalle formiche. Sono minuscole ma sono ovunque; in cucina, nel letto, nel giardino, nella culla del piccolo; non riescono a liberarsene in alcun modo. Simili alla nuvola di smog, sono un’entità unica, una nebbia incontrollabile. Anche la vita dei loro vicini ruota intorno a loro, tra chi cerca di nasconderle, di evitarle o di ucciderle, ma nulla sembra funzionare veramente. Iniziano ad appropriarsi anche delle loro menti, non riescono a pensare ad altro anche quando sono lontani da casa. Iniziano una guerra inutile a cui non riescono a trovare soluzione. Il finale è di nuovo candido e pacifico, di nuovo una soluzione temporanea a un problema permanente.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La nuvola di smog. La formica argentina
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