- Autore: Maria Masella
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Fratelli Frilli editori
- Anno di pubblicazione: 2026
Non c’era bisogno di andare troppo in là: qui si è trattato di chiudere il noir dal titolo Il silenzio dei morti. La settima indagine di Maritano e Ardini (Fratelli Frilli editori, 2026) di Maria Masella.
Come già detto in precedenza in un altro scritto, Teresa Maritano si licenzia dalla polizia, perché non è stata tutelata da certi colleghi e dal commissario Ardini, e ora fa la barista a Genova. Ma Ardini, diventato vicequestore, ha sempre condiviso le indagini con Teresa, detta Tea; il loro è un rapporto pieno di equivoci. Il vicequestore vorrebbe sempre la donna al suo fianco, detta in polizia “la cacciatrice”, brava a sbrogliare le matasse con il suo intuito, i dettagli, il quadro di insieme.
Ma la barista è molto triste, perché le hanno portato via Paola, una bambina che lei ha avuto come affidataria due anni. Dopo i primi mesi di rodaggio, Paola si affeziona a Teresa, ma ha sempre chiesto chi era sua madre e non era facile far capire la cattiveria della donna, e in più si presenta un ragazzo, figlio dello stesso padre della bambina, una sorellastra che ha voglia di conoscere. I lettori fedeli sanno che Tea si è defilata, non vuole più lavorare con Ardini, ma è uno sparigliare le carte e l’ex poliziotta fa dei sogni a occhi aperti: Ardini al suo fianco, con Paola e lei che hanno costruito pazientemente una famiglia.
La donna pericolosa che ha sparato a Marco Ardini, Viola Gentili, tenuta in isolamento nel carcere, è in fin di vita perché qualcuno la voleva togliere di mezzo, facendole ingoiare dei pezzi di vetro. La donna trentaquattrenne ha fatto così tanto male alle altre persone soprattutto perché era morta dentro, e il motivo era straziante: fu violentata più e più volte da alcuni aguzzini molto famosi in città, degli intoccabili, quando aveva dieci anni. Lei e le altre compagne erano in una scuola privata, vitto e alloggio inclusi, chiamata Regina Margherita, dove la retta era carissima. A lei provvedevano i suoi uomini schifosi, ma la retta per l’alunna Cristina Oriani era un problema, la madre faceva le pulizie anche nell’istituto e il padre si ingegnava in altri lavori. Ma le altre studentesse la prendevano in giro, lo faceva anche Viola Gentili, che aveva Cristina sempre alle costole, la quale cercava di vivere come Viola, che il lunedì non c’era mai in istituto perché tanto veniva promossa lo stesso.
La Maritano e Ardini vanno a Cuneo, per interrogare, tra gli altri, i genitori di Cristina. Al primo appuntamento la madre della ragazza si mantiene fredda, ma il marito dice che la figlia ha perso il lume della ragione e vive in un ospedale specializzato in psichiatria. Imbottita di psicofarmaci non parla più e non riconosce i genitori. Il lettore poi capirà perché non parla e saprà molto di Viola Gentili, che forse non era così spietata. Chi può dirlo?
Lo stesso vicequestore, da bambino, fu molestato e abusato. Eppure Maria Masella non dà ai suoi personaggi il tempo di lamentarsi, meglio mettere in galera tutti i notabili, da Genova a Cuneo.
Questo è il libro più bello delle sette indagini della coppia. Anche il vicequestore non nasconde più in polizia che Tea è stata una di loro e che ora continua egregiamente a capire i fatti criminosi tenuti a bada dalla questura. Ci sono dei brevi momenti in cui la coppia sembra avere più problemi di coabitazione che per le indagini. Finale eccezionale.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il silenzio dei morti. La settima indagine di Maritano e Ardini
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