- Autore: Maria Masella
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Fratelli Frilli editori
- Anno di pubblicazione: 2021
Teresa Maritano, che è il personaggio primario di questa indagine, la troviamo sempre tra sigarette e caffè, una barista per ripiego, dal momento che ha lasciato la polizia. In questo romanzo dal titolo Un posto per morire. Un’indagine di Teresa Maritano (Fratelli Frilli editori, 2021), scopriamo che la donna ha avuto come affido familiare Paola, la bambina che viveva con una madre che non era la sua, una poco di buono che faceva le rapine. Teresa, detta Tea, l’ha avuta in casa per due anni, sentendosi a tutti gli effetti una madre, e quando fu il momento di restituirla ai servizi sociali la Maritano si sentì monca. Non più in polizia, con il commissario Ardini, non più mamma affidataria, continua a fare la barista. La scrittrice Maria Masella, che finora aveva dato importanza soprattutto al commissario Mariani, si ritrova con una donna ancora giovane, anche lei nella polizia di Genova, da cui si era licenziata, una barista per caso con un rapporto sentimentale mai risolto ed estremamente conflittuale col vicequestore Ardini, che ai tempi era solo commissario, perché l’uomo aveva subito abusi quando era un bambino e non riusciva a impegnarsi in un rapporto a due.
Nel frattempo scopriamo che Teresa era stata sposata con Alberto Terracini, un uomo impegnato nella vita militare, ma aveva chiesto il divorzio dopo due anni di matrimonio. Passavano il tempo con il capitano Massimo Urso al bar. I due uomini parlavano di sciocchezze e Teresa si sentiva protetta e beneamata, fino al delirio di trovarli nello stesso letto. Fu scioccante per Teresa, ma nemmeno poi tanto. Rimettendo le tessere nel puzzle sapeva che il marito era omosessuale e che Massimo Urso era l’amante. Ma non bisognava dirlo perché loro facevano del decoro un vessillo, come il padre della Maritano. L’ex marito era morto pochi giorni prima dell’uccisione di Massimo Urso con un colpo di pistola alla testa. E lei si trova a Ormea, nell’entroterra ligure, dal notaio, perché il rustico che possedeva Alberto Terracini le è stato donato a lei e i due cavalli ai vicino di terreno, i Giraudo. Ma Tea Maritano non lo vuole, eppure va a vederlo. Uno spazio semplice, con pochi oggetti, come la casa di un single, se non ci fosse un letto alla francese e un letto singolo, dove forse dormiva Massimo per restare lontani nei momenti in cui si poteva capire che erano due amanti.
La sua ossessione è non aver voluto sentire Massimo durante il funerale dell’ex marito, e poi Urso sarebbe morto con un colpo di pistola alla nuca pochi giorni dopo. Del caso di Massimo Urso si occuperà il vicequestore Ardini, che, come abbiamo capito, ama e odia Teresa/Tea, e la donna si ritrova con due amori, uno recente e uno dimenticato. Teresa si strappa dal cuore Paola, sua "figlia" per due anni, e si rimette a fare la cacciatrice di segnali, utilizzando la sua forza fisica, di quando era ancora una poliziotta.
Maria Masella mette il suo ingegno narrativo in una storia che ruota intorno a Tea e nell’ombra il vicequestore Ardini. Cesella, taglia, scrive in scioltezza. Sono romanzi, quelli della Masella, che ci fanno innamorare di Teresa Maritano e ci fanno dimenticare per un po’ del commissario Mariani.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Un posto per morire. Un’indagine di Teresa Maritano
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