- Autore: Joseph Roth
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Adelphi
Joseph Roth, con il passare del tempo, cominciò a non credere più alle ambizioni degli esseri umani. Un uomo, anche di successo, rispetto al vasto mondo era un refolo di vento, una foglia incastrata in un albero. In conclusione, se togliamo di mezzo la metafisica, uomini, donne e altri generi siamo tutti pulviscolo, polvere che il vento sposta. Roth, pubblicò questa novella lunga, quasi un romanzo, Il peso falso (Adelphi, 1990, trad. di L. Foà) nel 1937, prima de La leggenda del santo bevitore, che associamo al film di grande successo, tradotto in molti paesi del mondo. Il peso falso non ha niente di sbagliato, ma Roth è molto malato, è consapevole che il nazismo fosse un obbrobrio e il ripristino del regno austro-ungarico era un’idea di pochi. Andò a Nizza, ma stava sempre male, perché nessun medico aveva diagnosticato una polmonite bilaterale, dal momento che era stato per anni un bevitore di pernod e soffriva di delirium tremens, alcolizzato da anni. Morì a Parigi.
Al centro del bellissimo Il peso falso c’è Anselm Eibenschütz, che lascia con grandissimo dispiacere la vita militare e sposa Regina, bellissima, per fare il verificatore. Chi vende frutta e verdure sbaglia col peso apposta per dare meno al cliente ed è facile che ci si accorga che sono pesi senza ruggine, nuovi, e quindi poco furbi. Falsari, che vendono oggettistica di pregio mentre è tutto un imbroglio. Il suo è un lavoro con accanto un poliziotto del posto.
La vita con Regina, nei primi tempi, fu esaltante, ma già al primo inverno freddissimo la coppia restava abbottonata senza nemmeno toccare i rispettivi piedi. Sicuramente il lavoro di verificatore non era esaltante, ma aveva un aiutante, un bel ragazzo biondo che aveva già avvertito Eibenschütz che avrebbe fatto strage di donne, sposate, zitelle, suore - un’anima semplice. Ma accade una cosa non prevista: Novak il biondo sembra innamorarsi di Regina, e lei resta incinta. Eibenschütz lo caccia dall’impiego e dalla vita di Regina. Questo smacco non lo prese bene, lui che non era brutto, alto e con un corpo da boxe.
Restare a casa era uno strazio, perché il bellissimo bimbo piangeva e strepitava, e lui cominciò a frequentare un bar che era pieno di disertori e di falsari; e infatti Eibenschütz lo multava ogni volta che apriva. Il padrone si chiamava Jadlovker, uomo da un passato mitico, nato a Odessa quindi russo, che aveva fatto tanti mestieri e aveva anche ucciso un uomo. Tutti avevano paura di lui ma poi il lettore scoprirà gli sviluppi della sua attività.
Arriva anche la peste per gli abitanti - in realtà è una forma di colera mortale, perché quella estate i mari erano stati troppo caldi. Fu una vera tragedia e alcuni che ho nominato non fecero una bella fine. Il colera passò dopo tanti morti, ma nel paesino era cambiato tutto.
Il peso falso è una bellissima storia che mette in campo la sensualità, il senso del dovere, la morte, le bottiglie di rum e una sconcertante vitalità.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il peso falso
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