- Autore: Petros Markaris
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: La nave di Teseo
- Anno di pubblicazione: 2025
Petros Markaris, al secolo Bedros Markarian, armeno di nascita ma naturalizzato greco, ormai ottantasettenne, non rinuncia alla scrittura. È uscito a giugno il suo romanzo Il futuro è una truffa (La nave di Teseo, trad. di Andrea Di Gregorio), ultimo nella lista del ciclo dedicato a Kostas Charitos. Markaris, scrittore e drammaturgo di successo, una sorta di Camilleri greco, ha raggiunto il successo grazie alla serializzazione di Charitos che, lo scorso anno, è stato anche al centro della fiction italiana Kostas con Stefano Fresi protagonista.
Stavolta Charitos, ormai direttore della polizia dell’Attica, è alle prese con un caso interessante e quanto mai basato sulla realtà contemporanea. Mentre la vita di Charitos è tranquilla, allietata dalla presenza di un nipotino bello e vivace e con l’amico Zisis in ripresa da una grave cardiopatia, tre giovani ricercatori, grazie all’intelligenza artificiale, realizzano delle copie perfette dei marmi del Partenone, attualmente presso il British museum perché acquistate dagli ottomani due secoli fa. La notizia, sbandierata dai media e dal governo greco, è seguita dall’assassinio del custode del sito archeologico di Eleusi, a cui seguirà un omicidio ben più grave. Kostas e Antigone, nuovo commissario della squadra omicidi, sono alle prese con un caso difficile che si risolverà solo grazie al loto intuito e al loro "fare squadra ".
Scorrevole nella lettura e arricchito dalle immancabili citazioni di pietanze tipiche, altra caratteristica che fa di Charitos una sorta di epigono di Montalbano, l’ultimo romanzo di Markaris è un classico libro per l’estate. Lo scrittore greco da qualche anno non manca mai di attingere alla realtà contemporanea per far agire il suo Charitos. Il commissario ha subito una notevole evoluzione dalla sua comparsa occorsa a fine secolo scorso; nei primi libri Charitos è quasi razzista, volgare e misogino, ma nei libri successivi subisce una trasformazione e con lui anche la stesura dei romanzi che lo vedono protagonista. Forse l’evoluzione è data dall’avanzare negli anni dello scrittore, comunque il Charitos degli ultimi tempi è più simpatico e le sue storie più fresche e moderne.
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Un libro perfetto per...
Fan del ciclo sul commissario Charitos, per chi ama i thriller, per chi ama leggere sotto l’ombrellone e in vacanza, per i lettori forti
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il futuro è una truffa
Kostas Charitos dopo tanto tempo come capo della squadra omicidi, si è meritato un avanzamento di carriera importante, e infatti, è diventato il direttore della polizia dell’Attica, lasciando a Antigone Ferleki la qualifica di commissario capo.
Strano ma comprensibile che anche i poliziotti e i vice ispettori si crogiolano nella noia quotidiana, mentre dovrebbero stare dietro a dei casi appassionanti, possibilmente senza omicidi. E proprio in questo contesto che Charitos va a trovare all’ospedale l’amico mentore Zisis e vede sua moglie come cuoca nel centro accoglienza, mentre l’amico freme per uscire, per poter girare attorno a Adriana, la già citata moglie di Kostas, per dare dei suggerimenti culinari. Tutto è pace e soavità; Markaris ha portato la lentezza anche nelle indagini, che vengono meglio senza strepiti e , in effetti, lo scrittore è molto amato in patria ma è tradotto ovunque. Questo ultimo romanzo di Petros Markaris ha come titolo “Il futuro è una truffa” (La nave di Teseo, 2025, traduzione di Andrea Di Gregorio) ed è tra i migliori libri dello scrittore che si avvicina ai novanta anni.
Ma queste pagine di pace finiscono con un uomo accoltellato nel sito archeologico di Eleusi. Si capisce subito che è un guardia che è stata ucciso con un coltellino tre volte. Gli altri custodi non erano d’accordo per il modo di fare del collega. Era ossessionato dai reperti archeologici di sua competenza, ma di fronte alla morte i colleghi si sono vergognati di averne sempre parlato come uno "fuori di testa". Questa morte apre uno squarcio inatteso. Un gruppo di archeologi riescono con l’intelligenza artificiale a fare dei reperti finti, che sono completamente uguali a quelli originali. In tutto. Antigone, il nuovo commissario, ha una sorella archeologa, che ammette senza problemi che i manufatti della intelligenza AI non potrebbero essere costruiti dagli studenti di Atene e di altre città greche, perché sono un passo indietro sulla AI.Tre trentenni greci che hanno studiato in Grecia ma si sono specializzati in Inghilterra sulla Intelligenza Artificiale, sono stati cooptati dall’Interpol per portare le loro competenze sull’acropoli. Se volete sapere del loro destino dovete leggere l’intero libro, dove non mancano colpi di scena, politici e magistrati assetati dal potere e dalla ricchezza, assolutamente indifferenti di un potenziale futuro quasi inimmaginabile. Un romanzo
malinconico perché il tempo passa ma la tecnologia, in senso lato, va avanti inesorabilmente, e chissà quante invenzioni perderemo noi mortali. Ma insomma, per ora, come Kostas, ci giriamo nel letto e chi può, dà un bacio casto al partner e ci si augura la buonanotte. Un uomo che avrà un peso nel guazzabuglio tra ciò che è vero e ciò che ha creato l’essere umano dice: "Finora abbiamo creduto che il denaro sporco fosse l’unica truffa...se dovesse avere la meglio l’intelligenza artificiale, la truffa si estenderà ovunque. Lo vediamo già in letteratura: opere attribuite ad autori famosi vengono scritte da algoritmi e poi vendute come se fossero originali". Sarà così pure per il cinema, per i reperti archeologici. Paccottiglia dovunque, i lettori leggeranno romanzi e saggi senza più niente di originale e si stancheranno, perché manca l’anima, l’estro, l’errore.