- Autore: Katrine Engberg
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Marsilio
- Anno di pubblicazione: 2025
Una Danimarca inedita, quella che ha a che fare col rapporto con il nazismo durante la Seconda Guerra mondiale, è al centro dell’intricata vicenda raccontata dalla ormai famosissima scrittrice danese, tradotta in tutto il mondo, Katrine Engberg, che dopo la pubblicazione di numerosi romanzi comincia con questo, Il tempo della fine (Marsilio, 2025, traduzione di Claudia Valeria Letizia), una nuova serie letteraria che vede protagonista la poliziotta quasi trentenne di Copenhagen Liv Jensen, che ha dovuto lasciare il suo lavoro in polizia in seguito a un evento che cerca di rimuovere, ritornando a Copenhagen e iniziando un precario incarico di investigatrice privata, con il sogno di tornare al suo ruolo pubblico.
Il suo ex capo, Petter, che ne capisce il valore e l’ambizione, le affida il fascicolo di un caso di omicidio non risolto, avvenuto tre anni prima; il giornalista scrittore Gert Linde era stato strangolato apparentemente senza motivo, e le indagini erano finite in un vicolo cieco. Liv ha intanto trovato una casetta in affitto presso la famiglia di Jan Leon, un vecchio signore che vive insieme alla figlia Hannah, una psicologa. Sono ebrei, che vivono un grande trauma: Daniel, gemello di Hannah, paziente psichiatrico, accusato di aver ucciso sua moglie Penelope, si è gettato sotto un treno un anno prima.
Liv si trova così al centro di un groviglio di avvenimenti su cui non si è indagato a sufficienza e che la mettono presto in pericolo, perché la sua curiosità investigativa sta sollevando veli che sembravano per sempre sepolti. Nel cortile dei Leon, oltre al seminterrato di Liv, c’è anche un’officina dove lavora Nima, un immigrato iraniano, reduce da un passato di fuga dalle torture nel suo paese, che restaura auto d’epoca. Tutti questi personaggi finiscono per incastrarsi in storie che vanno indietro nel temo, quando i nazisti, occupanti il nord della Danimarca, avevano deciso per gli ebrei danesi una sorta di soluzione finale, della quale erano stati vittime in molti: solo i genitori di Jan Leon, Mendel ed Ebba, erano riusciti a scampare alla deportazione, riparati in Svezia. Riportando alla memoria questi fatti remoti, si capiranno molti degli avvenimenti presenti che Liv, con grande coraggio, riesce a scoperchiare.
Katrine Engberg, ex ballerina e donna di spettacolo, si muove con agilità in una trama intricata ma dove alla fine, come nel classico puzzle, tutto ritorna al suo posto e viene spiegato con logica estrema. Belli i personaggi del libro, costruiti con empatia dell’autrice, che ne disegna sfumature psicologiche e drammi profondi: Liv magrissima, che beve solo coca cola ghiacciata e non mangia mai; Nima che malgrado possieda una fiammante Ford Mustang è un uomo che non dimentica le sopraffazioni che ha vissuto e non riesce a sentirsi al sicuro neppure nella democratica Danimarca; e Jan Leon, che crede nella innocenza di suo figlio Daniel e cerca di studiarne l’eredità spirituale, scritta in caratteri ebraici nella cella dove era stato relegato. Non solo crime story questo romanzo, ma molto di più.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il tempo della fine
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