Leggere “Tangerinn” alla luce di categorie psicologiche e antropologiche sulla migrazione
Il romanzo “Tangerinn” di Emanuela Anechoum non va inteso soltanto come un romanzo sulla migrazione; il libro racconta infatti una condizione molto più complessa: quella dell’essere sospesi.
Al suo interno sono così riscontrabili il concetto di limen e le modifiche dell’identità; per comprenderle, è bene chiamare in causa alcune figure mitiche, più in particolare quelle di Ulisse, Giano, Mnemosyne e della Grande Madre.