- Autore: Carlo Goldoni
- Genere: Classici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Marsilio
Commedia tra le meno frequentate della produzione di Carlo Goldoni, Una delle ultime sere di carnovale non conquistò il pubblico nemmeno al suo apparire, nella stagione teatrale 1761-62, tanto che fu tolta dal cartellone dopo appena tre repliche e ben prima della fine del carnevale. La causa potrebbe risiedere in un certo appiattimento dei personaggi, i quali, a eccezione di Madama Gatteau, non hanno le qualità per brillare come un Arlecchino o una Mirandolina; o potrebbe essere la diretta conseguenza di una trama piuttosto debole, priva di colpi di scena e di quegli equivoci che da sempre sono il sale delle commedie leggere più amate dal pubblico; oppure potrebbe essere per quella malinconia che la pervade dalla prima all’ultima battuta, malgrado i dialoghi leggeri e malgrado si parli di un argomento come il carnevale.
Non a caso, però, questa commedia è così malinconica, tanto da sfociare quasi nella tristezza: si tratta infatti dell’addio di Goldoni al pubblico veneziano prima di partire per Parigi. Non che il viaggio in Francia non fosse voluto e programmato già da diverso tempo dal commediografo; era, anzi, per lui un’occasione di esplorazione e conoscenza, oltre che per tentare di esportare quella riforma che aveva con successo operato sul teatro italiano. Vero è, però, che l’allontanarsi da Venezia non era certo facile per Goldoni, come del resto non lo è per nessuno di coloro che lasciano la propria terra natale per cercare fortuna altrove. Pensiamo anche che il soggiorno a Parigi, programmato come temporaneo, si sarebbe poi rivelato essere un trasferimento in via definitiva, tanto che Goldoni non avrebbe mai più rivisto la sua città natale.
Salta subito all’occhio, a chi conosca almeno un poco la drammaturgia goldoniana, l’assenza di dedica di questo testo. Il motivo è presto detto: Goldoni usava le dediche, rivolte a personaggi influenti e di una certa importanza per la sua carriera, quasi come un elemento, diremmo oggi, di “marketing”, per entrare nelle loro grazie e ricavarne un qualche vantaggio. Chiaramente, quindi, l’imminente partenza per Parigi rende del tutto inutile una tale pratica.
Il tema della partenza viene incarnato dal personaggio di Anzoletto, disegnatore di tessuti sofferente di una certa mancanza di autostima. L’anziano tessitore Zamaria organizza una trattenimento carnevalesco nella sua casa, invitando alcuni colleghi con moglie e altri non accoppiati. Domenica, sua figlia, ama Anzoletto, ma questo amore non è stato ancora dichiarato, e proprio quella sera si viene a sapere che il ragazzo ha intenzione di accettare un’offerta di lavoro in Moscovia (Russia) e di partire insieme a Madama Gatteau, l’anziana ricamatrice francese. La donna ha delle mire su Anzoletto, ma viene preso disillusa: il ragazzo vorrebbe sposare Domenica e portarla con sé. I due incontrano l’opposizione di Zamaria che teme di rimanere solo, ma Madama Gatteau è alla ricerca di un marito… e partiranno in quattro.
La commedia, in dialetto veneziano, è divisa in tre atti, ciascuno dei quali rappresenta un momento della serata: la conversazione, il gioco, la cena col ballo. Il finale è lieto, con un triplo matrimonio (anche Momolo, lo scavezzacollo, metterà la testa a posto sposando Polonia) e con l’armonia delle due coppie già formate (Bastian e Marta, Lazaro e Alba). È però una trama che si riassume in due parole, e pochi caratteri meritano una menzione particolare. Resta comunque una commedia di grande importanza nella vicenda umana, oltre che artistica, di Goldoni, e mi sento anche in questo caso di consigliare l’edizione Marsilio (2001, a cura di Gilberto Pizzamiglio) per un quadro preciso e completo di questo lavoro.
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A chi ama il teatro e non si fa spaventare dal dialetto veneziano nel quale la commedia è redatta.
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Una delle ultime sere di carnovale
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