Un vorace appetito di mondo. Lettere d’immaginazione senza timidezza
- Autore: Katherine Mansfield
- Genere: Storie vere
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: L’orma editore
- Anno di pubblicazione: 2024
Katherine Mansfield si spaventava da sola, da adolescente, per tutto quello che doveva scrivere, anche al semplice stadio di ipotesi, in primis i racconti. Ma anche per amore verso gli altri, verso il marito, le amiche, i paesaggi inglesi.
C’è stata e c’è ancora questa idea dell’editore L’orma di fare dei pacchetti, dove riunire poche lettere giovanili o a fine vita di scrittori e scrittrici, e una di queste plaquette ha come titolo Mansfield. Un vorace appetito di mondo. Lettere di immaginazione senza timidezze (2024, traduzione di Francesca Neri).
Non fu facile partire da sola, per una ragazza così giovane, con la famiglia che continuava a vivere in territorio neozelandese mentre Katherine adorava l’Inghilterra, perché là c’erano molte più case editrici, e poi voleva far parte del gruppo di Bloomsbury, che l’accettò, e anche Virginia Woolf la sostenne. Questo gruppo era formato da uomini e donne molto snob, dove un laccio delle scarpe messo male era segno di trascuratezza. Mansfield era molto ironica in generale dei suoi nuovi concittadini e non le importava nulla del giudizio degli altri. La scrittrice di meravigliosi racconti se ne fregava di essere “una coloniale”, con il suo abbigliamento che cozzava contro la raffinatezza borghese dei suoi nuovi "amici". Lei era una donna libera e passionale, ma anche molto timida. Ritrovava sé stessa solo quando, intorno a lei, era tutto in silenzio e scriveva per ore. Il marito John Middleton Murry, critico letterario, finì per preoccuparsi più della salute della moglie che degli amori della consorte per altre donne; ma la scrittrice era profondamente innamorata del marito, tanto da chiedersi se era un atteggiamento blasé a tutti i costi per sentirsi bene e superiori alla medietà delle altre persone quello di amare uomini e donne allo stesso livello. Ma le lettere ci sono, le fonti pure e le testimonianze.
Scrive Mansfield alla Woolf:
Le persone leggono veramente Dante? Me lo domando. Ai miei occhi è irrimediabilmente morto. Ho la sensazione che le sue opere siano state scritte nell’Eternità per l’Eternità. Non scrive per gli essere umani, ma per una particolare specie di angeli. Eppure non so perché mi soffermo su di lui mentre ti scrivo. Forse è un desiderio snobistico di dimostrare la mia mancanza di istruzione. Buonanotte.
È come se lo sapesse che non poteva più leggere, mangiare, fare l’amore, stare tra amici. Scrivere. Morì a trentadue anni per tubercolosi. Libretto o plaquette, questo scritto e queste lettere sono strazianti, ma al contempo necessarie.
Un vorace appetito di mondo. Lettere d’immaginazione senza timidezza
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