Storia di una caduta
- Autore: Stefan Zweig
- Genere: Raccolte di racconti
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Adelphi
Al lettore italiano piace più Stefan Zweig che Maupassant, che è uno scrittore enorme sul versante dell’infelicità e del realismo. Zweig si ferma un po’ prima, e le tragedie umane sono edulcorate da un certo tipo di ironia trattenuta che lo avvicina a Cechov. Anche nei racconti. Due sono gli scritti che messi in questa raccolta dal titolo Storia di una caduta (Adelphi, 201o, trad. di Ava Vigliani).
C’è la storia di Madame De Prie, che viene esiliata da Versailles e si ritrova da sola in un paese nella Normandia, perché ha passato il segno con le sue cattiverie. Si comporta come la regina di Francia e ineguagliabile bellezza la rende potente. Mariti, fidanzati e soldati scelti la vogliono sedurre. Lei fa pagare i suoi spasimanti, cosa che le dà la possibilità di fare come vuole. Ancora ignara, si bea di stare in mezzo ai contadini, i profumi del grano, l’uva ancora non commestibile, la dimora di grande squallore ma che per meno di una settimana ancora piace, ma a Madame De Prie al sesto giorno mancano i cicisbei, la noia della campagna francese è insopportabile. Lei scrive a tutti quelli che conosce alla corte a Versailles.
Le arrivano lettere stitiche, di tre frasi appena, lei che ha scritto anche alla regina. Tutti indistintamente le consigliano di non muoversi dal paese della Normandia. La mancanza di autorevolezza si accompagna al tedio assoluto di chi ha passeggiato nei campi un’unica volta; lo strazio aguzza l’ingegno. Si rivolge al prete della contrada che le consiglia di avere fiducia, ma nel frattempo le fa conoscere un suo "figlioccio" che avrebbe bisogno di una raccomandazione per lavorare a Parigi. Il ragazzo è alto, con la faccia rubizza, con grandi mani che non sa dove mettere. Non che le interessi, anche se le mani di quel ragazzo sul corpo le farebbero ricordare gli stallieri parigini. Madame dice al giovane di venire il giorno dopo, di sera, da solo. In tre giorni diviene il suo amante e Madame lo disprezza per come si muove, pigro, nel letto, lusingato e uguale alla quasi totalità degli uomini. Fa un ultimo tentativo e organizza una festa di tipo orientale, spendendo un mucchio di soldi e vendendo i suoi gioielli, e molti da Parigi vengono a divertirsi, ma nessuno le dice di tornare a Versailles. Nel frattempo è dimagrita, è diventata brutta e non vuole più vivere. Ma aspettando il giorno funesto richiama il contadino, scrive a un conte che non esiste una lettera di raccomandazione e se lo ritrova nel letto.
L’altro racconto, Legittimo sospetto, parla di due anziani benestanti che vanno ad abitare in una casa vicino a Bath, nota città marittima in Inghilterra. Ne trovano una molto bella e le prime settimane stanno benissimo. Però non avere dei vicini di casa comincia un po’ a pesare. Una mattina vedono una casa in costruzione. Arrivano i Limpley. Lei è una donna aggraziata, giovane, che ha sposato un uomo grande e grosso che è entusiasta di tutto. Quando parla sovrasta le altre voci, tanto che una vicina di casa così non la volevano, giovane e sposata da poco; loro volevano una coppia più avanti negli anni, con cui parlare di politica e giocare a carte. Il signor Limpley prende un cane, che chiama Ponto, e lo tratta meglio di un amico. È completamente preso dal cane, ma quando Ellen Limpley rimane incinta, Ponto non ha più una famiglia che lo coccola, addirittura viene regalato a un macellaio della zona. Il seguito è agghiacciante, ma Zweig vuole che i suoi potenziali lettori non abbiano problemi per leggerle. I suoi scritti sono semplici ma ambigui, le trame intricate ma comprensibili. Non esagera mai.
Storia di una caduta (Opere di Stefan Zweig Vol. 6)
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