- Autore: Jussi Adler-Olsen
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Marsilio
- Anno di pubblicazione: 2025
Il thriller scandinavo, in questo caso danese, ha molti autori di grande spessore, e tra questi spicca Jussi Adler-Olsen, noto in tutto il mondo per i suoi libri e anche per le trasposizioni cinematografiche; ora la serie Netflix di grande successo si chiama “Dept Q” e si ispira proprio alla squadra della polizia di Copenhagen che si occupa di casi irrisolti. A capo del gruppo di investigatori, Rose, Assad, Gordon, troviamo il protagonista di questo ultimo romanzo, Carl Morck, che è stato improvvisamente arrestato perché ritenuto complice di un delitto e di una serie di reati connessi al narcotraffico di droga che lo portano in un carcere dove in una cella di Sette metri quadri, il titolo del romanzo (Marsilio, 2025, trad. di Claudia Valeria Letizia ed Eva Valvo), rischia di marcire o morire, vittima di numerosi attentati da parte di sicari che, all’interno della struttura, riescono a forzare la sua cella, e solo la sua determinazione e la certezza della propria innocenza lo salvano da una morte certa.
La storia, costruita con grande abilità da Adler-Olsen, va indietro nel tempo, quando Carl, insieme a due colleghi amici, Anker e Hardy, erano giunti alla fine di una pericolosa indagine, ma, coinvolti in un’imboscata inattesa e accuratamente predisposta da ignoti mandanti, sono sconfitti: Anker muore, Hardy perde l’uso delle gambe, Morck viene accusato di complicità perché trovato in possesso di una vecchia valigia, dimenticata nella sua cantina, che aveva conservato per fare un favore all’amico Anker. All’interno sono rinvenuti molti contanti e molta droga, a testimonianza che il poliziotto Anker era colpevole e che lui, certamente, ne era stato il complice. Per Morck gli indizi e le prove appaiono inconfutabili e i suoi stessi colleghi, i superiori, l’opinione pubblica e i media si scatenano contro un poliziotto che si credeva incorruttibile e valoroso. La moglie Mona, la piccola Lucia e i compagni della squadra Q restano al suo fianco nel tentativo, che appare subito disperato, di toglierlo da una cella pericolosa per la sua incolumità, mentre la sua persona appare distrutta e poco lucida, dopo i numerosi attentati violenti contro di lui.
La trama va avanti, con molti comprimari e molte comparse nella storia che esce dai confini danesi per spingersi in Belgio, in Olanda, in Polonia: l’enorme rete del narcotraffico coinvolge i personaggi più insospettabili, quelli meno prevedibili, e quanti sono convinti dell’estraneità totale di Carl sono in prima persona al suo fianco per tentare di salvarlo. La corruzione della polizia sembra essere al centro di questo thriller violento, dove sicari senza un briciolo di umanità uccidono in modi spettacolari chiunque si frapponga al loro progetto criminoso: una sparachiodi conficca i suoi micidiali proiettili nel cranio di chi tradisce, impiccagioni, roghi, cadaveri fatti a pezzi si alternano a pagine nelle quali lo scrittore disegna con acutezza la psicologia dei suoi personaggi. Ci sono persone oneste, grate, riconoscenti, e altre di una straordinaria crudeltà, un universo umano di differenti sensibilità, dove uomini e donne, potenti e semplici persone comuni danno il meglio e il peggio di sé.
È molto lungo, il romanzo di Jussi Adler-Olsen, ma non delude e ogni pagina ha la sua ragione per giungere al finale, ovviamente ad effetto. Inatteso.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Sette metri quadri
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