Quattro donne
- Autore: Emilio Jona
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Neri Pozza
- Anno di pubblicazione: 2026
Quattro donne (Neri Pozza, 2026) è il nuovo libro di Emilio Jona (Biella, 1927), avvocato, poeta, narratore, librettista e saggista, dedicato “Alle donne della mia vita”.
Nel 2026 l’Italia festeggia gli 80 anni della Repubblica, un traguardo che celebra la nascita della democrazia italiana, iniziata con il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, l’elezione dell’Assemblea Costituente e il primo voto delle donne, eventi che hanno portato alla stesura della Costituzione. Un compleanno importante per tutti noi che siamo nati e cresciuti in democrazia e soprattutto per quei pochi superstiti, donne e uomini, i quali, di quella democrazia, costruirono le basi fondative. Si trattava di combattere per la libertà, imbracciando il fucile o compiendo gesti solidali, di accudimento e di protezione. Rischiando la pelle pur di salvare chi era perseguitato ingiustamente. Lottando contro la ferocia si pensava al futuro.
A tal proposito ricordiamo che L’Articolo 3 della Costituzione italiana sancisce che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni personali.
Ecco perché è importante leggere il presente testo, che racconta ciò che accadde alla famiglia Jona nel 1943, in pieno secondo conflitto mondiale: quattro donne protagoniste di una vicenda privata che si fa racconto universale. Lina, Luigia, Marì, Delfina: quattro donne, il loro coraggio straordinario e spontaneo, negli anni terribili dell’occupazione nazifascista.
È il 1943 quando i membri della famiglia Jona comprendono che la parvenza di normalità, che hanno finora cercato di mantenere, rischia di metterli in pericolo. Decidono di entrare in clandestinità, ma non possono farcela da soli, anche perché la madre è gravemente malata. Fidarsi può risultare fatale e gli Jona non possono contare che su di un manipolo di persone. Saranno quattro donne a dimostrare loro una fedeltà e un coraggio tali da renderne imperituro il ricordo.
Mio padre chiuse la porta di casa con una doppia mandata; dall’orologio a pendolo posto a meta della scala venne un ronzio metallico e poi lo scocco delle ore. Cecilia mi prese per mano, nell’altra stringeva l’impugnatura di una valigia di cuoio a soffietto, gonfia e consumata dall’uso. Seguivamo mio padre, mia madre e i miei tre fratelli, tutti, tranne mia madre, carichi di bagagli.
Quattro donne
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