- Autore: Claudia Grande
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Il Saggiatore
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788842834731
Nonostante tratti narrativi funzionalmente disinvolti, Pornorama di Claudia Grande (il Saggiatore, 2025) rilascia brividi sottopelle. Di fatto un romanzo da prendere sul serio: dietro una trama di superficie “gialla” disvela coniugazioni di una pornografia dell’essere senza soluzione di continuità. Percepisco inoltre come intenzionale l’assonanza del titolo con il sulfureo Glamorama di Bret Easton Ellis: stessa sottotraccia mortifera al riparo della lievità di facciata. Stesso intento di denuncia attraverso fisiognomiche de-gradate di personaggi e attualità.
La trama trasvola e scoppietta di contro, come un film di Terry Gilliam in toni crime, e all’alveo principale afferiscono nugoli compatti di affluenti narrativi. Tenetelo bene a mente prima di accontentarvi soltanto della sintesi: Pornorama comincia con i suicidi reiterati di stellette del porno, e si sviluppa per grottesche stazioni di un viaggio al termine della notte (sociale). Attorno alle indagini dell’ispettore capo Vittoria De Feo – collaterali a quelle improvvisate di una coppia di giornalistoidi a caccia di scoop – gravita infatti un Barnum di nuovi mostri post-felliniani. Una passerella assurda di ectoplasmi wartoliani in cerca di sesso&vanagloria, in pratica alienati di ogni specie: attori presunti; avvocati despoti di tirocinanti tenuti al guinzaglio; chirurghi che fanno business con sexy toys ispirati a pornostar suicide; subdoli magnaccia della pornografia; psichiatri travestiti da avocado in funzione del transfert dei pazienti; influencer che tirano di coca e altri avvocati che aspirano a diventare influencer. Il tutto sullo sfondo globale - rosso-sangue-rosso-allarme reificazione massiva - della tv spazzatura, dei magazzini-mecca della Ikea, dei set dove si girano video hot. Col disvalore aggiunto della droga sintetica che favorisce il trend sesso & violenza.
Pornorama si propone insomma come indagine poliziesca snodata fra le malebolge della civiltà dei consumi. Tra personaggi mitopoietici, altri inventati (ma non troppo), altri reali, assumibili come portabandiera dell’impazzimento di specie. Leggete sotto:
La gente impazzisce per il coglione con lo sturalavandini in testa. Mia madre si fida più di lui che del tg! Ah, mi raccomando: non mettete nell’intervista che secondo me Striscia è una merda. Cioè, se volete fatelo, ma… non scrivete che l’ho detto io, sia mai che il vecchio coglione vi legga e si metta in testa di portarvi al tribunale.
Questo per accennare a taglio e passo narrativi di Claudia Grande, copyright e content creator per Rai pubblicità. Autrice ferocemente affilata di ironia: sa come metterle nero su bianco e, se è il caso, dirle senza mandarle a dire. In ultima analisi comparativa: Pornorama è una mostra delle atrocità contemporanee allestita sul set di un Paese delle Meraviglie (apparenti) al confine dell’Urlo straniato di Munch e del sadismo depresso di Nymphomaniac. All’ombra della confort zone del romanzo con detective, Pornorama è un tour de force tanatologico: amore (?) e morte al tempo fuori sesto dell’ultra-Capitale.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Pornorama
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