- Autore: Virginia Bramati
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Giunti
- Anno di pubblicazione: 2024
Omicidio in cashmere (Giunti, 2024) è un giallo piemontese davvero insolito e decisamente originale. Scritto da Virginia Bramati, si svolge a Biella in una fabbrica di cashmere e ha per protagonista Adelaide Breda, una rampante economista che lavora in una importante azienda di consulenza milanese. Tutta dedita alla carriera, lavoratrice indefessa con scarsa vita privata, le viene proposto un lavoro da manager, il suo primo. Dovrà fare un report sulla fabbrica che il padrone, Francesco Mosca, ha in progetto di vendere a ricchi acquirenti asiatici.
Giunta nella cittadina da cui aveva avuto origine la sua famiglia, Adelaide ritrova le sue anziane zie che vivono in un palazzetto d’epoca e conducono una vita attiva, piena d’interessi; il piano sopra al loro è affittato a un commissario di Polizia, Giorgio Olivero, che con le due anziane padrone di casa, Elena e Irma, ha stabilito un rapporto cordiale, grazie all’amicizia con il loro nipote Gregorio, che vive all’estero. Dunque Adelaide, che non pensava di stabilirsi dalle zie, affascinata dal bel commissario accetta la loro ospitalità, tra bicchierini di ratafià e canestrelli al burro, mentre il rapporto tra lei e Giorgio sembra destinato a divenire più intimo.
Il lavoro nella fabbrica di cashmere però non procede bene; gli uffici sembrano deserti, il proprietario vanta l’affidabilità della ditta, mostra con orgoglio i filati che vengono dalla Mongolia, prodotti da milioni di capre il cui vello viene raccolto, spedito e poi lavorato in fabbrica, ma Adelaide capisce che c’è qualcosa che non torna. Non riesce a parlare con nessun altro che il proprietario, che le appare presuntuoso e falso.
Mentre i suoi capi sollecitano la conclusione dell’analisi e la chiusura del rapporto, avviene qualcosa di inaspettato e drammatico. Mosca con il suo golfino di cashmere color pastello viene trovato ucciso, affogato nel fiume Cervo che scorre sotto le finestre della fabbrica, e la stessa Adelaide, che si trovava nel suo ufficio, viene sospettata del delitto.
Si aprono vari retroscena, e dalla commedia leggera e ironica si passa a un intrico in cui la stessa famiglia di Adelaide viene coinvolta all’insaputa di lei; nessuno l’aveva mai informata delle vicende di tanti anni prima. Biella, la sua vita apparentemente fatta di salotti un po’ gozzaniani, con quello delle zie che somiglia alle “Buone cose di pessimo gusto”, con il dialetto piemontese e i cibi tipici della regione che fanno da sfondo alla narrazione, viene travolta da un grave delitto che sembra venire da lontano.
La storia sentimentale tra Adelaide e Giorgio si dovrà interrompere? Leggere per sapere.
Omicidio in cashmere di Virginia Bramati è un libro delizioso, leggero e divertente, tra economia globalizzata e vitel tonné, cucchiaio da risotto e bagna cauda, ambientato in una città nota solo per le lane e qui divenuta importante nodo industriale. E non solo.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Omicidio in cashmere
La protagonista è Adelaide Breda, una ragazza che ha scelto di non seguire le orme del padre veterinario, decidendo invece di studiare economia. Proprio grazie ai suoi studi ha intrapreso un lavoro presso una grande azienda di Milano specializzata in consulenza aziendale. Il sogno di Adelaide è diventare manager e, per raggiungerlo, trascorre dodici ore al giorno in ufficio, sperando che l’impegno venga prima o poi ripagato con l’incarico desiderato. Infatti riceve finalmente il suo primo incarico da manager: dovrà occuparsi di una due diligence, ovvero della verifica dello stato di salute dei bilanci di un lanificio biellese che produce preziosi filati di cashmere. È la sua grande occasione! Ma la strada verso la realizzazione è ancora lunga e piena di sorprese, e questa volta è destinata a tingersi di giallo: nel passato di Adelaide si nasconde un segreto e lei stessa finirà coinvolta in un caso di omicidio.
È stata la mia prima esperienza con la penna dell’autrice, che fin dalle prime pagine si rivela scorrevole e leggera. I capitoli brevi rendono la lettura agile e consentono di interromperla facilmente in qualsiasi momento. Interessante anche l’idea di inserire, all’inizio di ogni capitolo, un breve approfondimento dedicato alla filiera produttiva del famoso e apprezzato cashmere. I personaggi principali, però, mi sono sembrati piuttosto banali e poco caratterizzati.
Dal titolo e dalla trama mi aspettavo un giallo, magari in forma di cozy crime, ma ho trovato ben poco in tal senso: la componente investigativa arriva solo oltre metà libro e risulta debole e poco incisiva, soprattutto priva di veri indizi che possano stimolare il lettore a individuare il colpevole.
In definitiva, “Omicidio in cashmere” è stata una lettura piacevole ma non del tutto soddisfacente: un romanzo ideale per chi cerca una storia semplice e senza troppe pretese.