- Autore: Amneris Magella , Giovanni Cocco - Cocco & Magella
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Marsilio
- Anno di pubblicazione: 2026
Un insegnante, Giovanni Cocco. L’anatomopatologa Amneris Magella. Il lago di Como come scena di crimini, inopinata ancorché incantevole. La cena con giallo è servita, nel settimo titolo di una serie narrativa ultra decennale a quattro mani, di Cocco & Magella, da Ombre sul lago (2013) a Omicidio al faro (2024). Tutti per i tipi Marsilio, come il nuovo, Notturno con delitto. Un’indagine del commissario Stefania Valenti (aprile 2026, collana “Farfalle”, 288 pagine).
Già, Valenti. Infatti, alla carrellata iniziale è d’obbligo aggiungere la dirigente della squadra più efficiente e affiatata del Commissariato lacustre di Polizia. A partire dai 45 anni d’età del primo dei titoli, tra un’indagine riuscita e l’altra, è arrivata a mettere in mostra una personalissima umanità sfaccettata. Forza e fragilità, oltre a un carattere a tratti auto disciplinato, spesso indipendente. Professionale e intuitiva, quando non caparbia e insofferente a certe regole (burocrazia stalle alla larga), viene a capo di casi anche molto complessi, esercitando tutte le sue qualità - a volte si rivela utile perfino qualche difetto - e tenendo a bada le sue debolezze, legate soprattutto alla vita privata e sentimentale.
Stato civile: separata, dal marito Guido, che non è un fantasma dei tempi familiari che furono, perchè tuttora presente e attivo per via dei rapporti con Camilla, l’unica figlia di quella che una volta era una coppia. La bambina viziata dei primi romanzi, poi adolescente non facile da gestire, sembra risparmiata in età universitaria dalle ambiguità della madre. Non ne perdona una alla commissaria, che la considera “spontanea, immediata, senza mezze misure... una ragazza matura, dal carattere deciso. Tutta suo padre”.
Qualche ulteriore aspetto quotidiano, extra professionale o “criminale”, viene ad arricchire la trama per via della presenza ogni tanto di Luca Valli, giovane ambientalista parecchio preso dalla più adulta Stefania. Non è un agente, non c’entra con il Commissariato e non è uno dei comunque fedelissimi Valenti-brothers, gli ispettori Piras e Lucchesi. Il primo, un sardo saldo e di poche parole, è la spina dorsale della squadra investigativa, dedito al lavoro e alla leader, pragmatico e affidabile, per quanto laconico. Di parole ne spara invece anche troppe il toscano, trent’anni, iperattivo, il più giovane e dinamico del nucleo, al quale si è aggiunta nel titolo precedente l’agente veneta Alessandra Schiavon, quarantenne, ottimo acquisto, soprattutto per Lucchesi, a quanto si direbbe.
Sul gruppo e soprattutto sulla dirigente veglia, orgogliosamente protettivo, il commissario capo Giulio Allevi, collega di vecchia data e corteggiatore non ricambiato da Stefania, che nutre per lui una stima profonda, lo considera un punto di riferimento fondamentale, sa di poter fare sicuro affidamento su di lui, in occasione delle mosse più azzardate (e risolutive). Fra gli altri personaggi di routine, la puntuale, rigorosa pm Michela Russo e il medico legale Daniele Lanza, onnipresente, visti i continui delitti in riva a quell’altro ramo del lago che non volge a mezzogiorno.
Il che ci porta diritti al caso di turno, un’indagine sulla quale il questore ha chiesto priorità assoluta, come sempre. La nuova grana, che sollecita il massimo impegno del nucleo investigativo, porta a Villa Alberti Manzoni, nel comune di Tremezzina. Un omicidio, di sera, vittima una ragazza ventiquattrenne, rinvenuta nel parco della ricca proprietà, dove si era appena tenuto un concerto per pianoforte, davanti a un centinaio di persone. All’evento, insieme al fidanzato, Virginia era figlia dei Mantovani di Bellagio, quelli dei cantieri nautici. È stata strangolata, dopo essersi allontanata per quasi duecento metri dal resto degli invitati alla serata di gala, programmata da tempo. Il quadro dell’omicidio è piuttosto confuso e sulle prime non si può escludere alcun movente, ma quello passionale è pur sempre un punto d’avvio.
Quando si parla di crimini, delitti, indagini, al di là delle recensioni - nelle quali, soprattutto per un giornalista, è bene schivare ripetizioni ed è buona regola variare - si dovrebbe tenere ben presente che i termini giallo, noir, thriller non sono affatto sinonimi, ma richiamano se non generi letterari diversi quanto meno sfumature, sottogeneri. Giallo va benissimo per Agatha Christie, ma non per Conan Doyle, perchè quelli con Sherlock Holmes sono polizieschi deduttivi, mentre Dashiell Hammett ha scritto polizieschi tout court. I romanzi di Raymond Chandler e James Ellroy sono noir belli e buoni, spy stories invece i titoli di Ian Fleming, John Le Carrè, Ken Follet, Tom Clancy. In qualche modo, per la verità ben riconoscibile, il sottogenere dipende dall’intensità dell’azione raccontata, dal contesto più o meno internazionale, metropolitano o provinciale in cui si volge la trama, dai protagonisti delle inchieste che gli scrittori propongono ai lettori, spesso passo per passo. In altra misura, ulteriori elementi distintivi sono la quantità di violenza e di sangue, l’insistenza o meno da parte dell’autore su particolari forti o macabri.
Ecco, nel caso del docente comasco delle superiori Cocco e della medico legale milanese Magella, la brutalità è nei fatti, ma non viene esibita né descritta con insistenza, è asciutta, per quanto necessaria. Mancano il sangue e il sesso, delle tre S della fatidica regola, tanto chiacchierata per attrarre il pubblico. Restano i soldi, semmai, ma quelli non fanno ribrezzo: pecunia non olet. Volendo, potremmo aggiungere la S di suspense, come suggerisce il prof. Giovanni.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Notturno con delitto. Un’indagine del commissario Stefania Valenti
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