- Autore: Niccolò Lucarelli
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Mursia
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788842568285
Nel saggio Le relazioni fra Italia e Albania. 1910-1940 di Niccolò Lucarelli (Mursia, 2025) sono ricostruite le relazioni italo-albanesi a partire dai moti per l’indipendenza del Paese fino all’invasione del 1939 e la successiva occupazione da parte dell’Italia.
Paese caratterizzato da una forte identità culturale ma frammentato in numerosi clan fra loro ostili, l’Albania diventò uno stato indipendente nel 1912, quando il declino dell’impero ottomano gli permise, dopo una lunga e travagliata guerra di indipendenza, di potersi liberarsi da una dominazione plurisecolare. Una lotta che attirò subito gli interessi politici dell’impero austro-ungarico e dell’Italia, interessati rispettivamente a utilizzare l’Albania per contenere l’espansionismo serbo-montenegrino e come avamposto per aprire al nostro paese le porte dei Balcani e ottenere così il controllo dell’Adriatico.
Quello che potrebbe sembrare un punto di arrivo, l’indipendenza faticosamente conquistata nel 1912, rappresentò in realtà solo la prima tappa delle complesse relazioni tra l’Italia e l’Albania che Niccolò Lucarelli, laureato in Studi Internazionali, ha descritto in questo libro. Stato in via di formazione e gravitante nell’orbita del nostro Paese, l’Albania finì per subire le vicende della Prima Guerra mondiale, quando venne invasa dall’Austria-Ungheria, diventando così terreno di battaglia tra i due schieramenti, e l’Italia si trovò a dover combattere su un fronte geograficamente e politicamente difficile, dove i medesimi territori erano rivendicati da più stati.
Sconfitti gli Imperi Centrali, il governo italiano tentò di stabilire il suo protettorato sul paese balcanico, facendosi garante dell’indipendenza e dell’integrità dello Stato albanese. Tuttavia, l’ambizioso progetto venne ostacolato dalla complessa rete degli equilibri diplomatici opposti dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti, ai quali il nostro governo non ebbe la forza di opporsi, e le truppe italiane vennero precipitosamente ritirate a seguito di una rivolta della popolazione albanese delusa dalle trattative di pace in corso a Parigi.
Tuttavia, la rinuncia da parte italiana al protettorato sull’Albania, come stabilito dal Trattato di Tirana del 1920, durò poco perché già nel 1923 Benito Mussolini iniziò a occuparsi della questione albanese. Come i suoi predecessori, Mussolini intendeva riprendere la politica di penetrazione nel mondo balcanico, di controllo del mare Adriatico e di contenimento di paesi rivali come la Jugoslavia e la Grecia. Era, inoltre, alla ricerca di uno sbocco economico per le industrie italiane e allo stesso tempo di materie prime, come il legname o il petrolio, da acquisire a prezzi di favore.
Queste furono le motivazioni che erano dietro l’alleanza militare italo-albanese firmata il 26 agosto del 1925, alleanza che diede inizio a una penetrazione italiana sempre più profonda nel paese balcanico, fino a sostenere il primo settembre 1928 l’ascesa al trono di Ahmet Zog, già presidente della Repubblica di Albania. Tuttavia, questa penetrazione politica ed economica, unita all’ambigua politica portata avanti da re Zog, non poteva non stimolare una crescente ostilità antitaliana, che fu alla base della decisione di Mussolini di annettere il paese il 9 aprile 1939. I pochi anni in cui l’Albania fu unita nella persona del sovrano Vittorio Emanuele terzo al Regno d’Italia furono caratterizzati da grandi trasformazioni economiche e sociali tali da far muovere al paese i passi verso la modernizzazione, in particolare delle infrastrutture e del sistema sanitario, ma non tutte queste premesse raggiunsero i risultati auspicati.
Analizzando oggi quanto avvenuto in passato si può affermare che l’Albania rappresentò il sogno proibito dell’Italia liberale e anche l’ultima avventura coloniale dell’impero fascista, avventura che avrebbe dovuto aprire all’Italia le porte dei Balcani, terra di operazioni commerciali e industriali non sempre andate a buon fine, spesso con risultati al di sotto delle aspettative, un sogno che la Seconda Guerra mondiale manderà in frantumi.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Le relazioni fra Italia e Albania. 1910-1940
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