- Autore: Elena Varvello
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Guanda
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788823536517
La vita sempre, edito a marzo 2026 da Guanda, è un romanzo storico ambientato tra le due guerre mondiali. L’autrice è Elena Varvello, scrittrice e docente presso la scuola Holden di Torino. Nel 2011 ha pubblicato il suo primo romanzo La luce perfetta (Fandango) e nel 2016 La vita felice (Einaudi).
Teresa e Francesco sono i protagonisti di questo libro. Teresa è figlia della Prima Guerra mondiale, concepita durante una licenza. Vive in una delle vie più povere di Alba, via Macrino. La sua casa puzza di “muffa e scarogna”. Il padre è invalido a causa di una ferita riportata durante la guerra, non muove un braccio e per questo non riesce a lavorare con continuità. La mamma è sarta, cuce e sistema i vestiti in casa, si deve occupare dell’altro figlio, Beppe, che ha problemi dalla nascita. Crescendo, Teresa crea un profondo legame con la figlia di una vicina di casa, Clelia, con la quale condividerà segreti e speranze.
Francesco, invece, è baciato dalla fortuna, sempre sorridente e allegro, nonostante il rapporto conflittuale con la madre Bettina. Economicamente non ha mai avuto problemi, è figlio del macellaio. I soldi o li chiede o li prende di nascosto. Inizia molto presto a giocare d’azzardo, principalmente a carte, dicendosi che lui è fortunato e prima o poi la mano vincente arriverà, ma regolarmente perde. Poco interessato allo studio, bocciato spesso, niente scalfisce il suo ottimismo. Neanche Daniele, il suo migliore amico, che sta studiando un piano per andare via dall’Italia, si vuole imbarcare per l’Argentina. Daniele è ebreo e le leggi razziali stanno diventando sempre più restrittive, e quindi capisce che il momento di scappare si sta avvicinando.
Le vite di Teresa e Francesco si sfiorano per tutta l’adolescenza. Sono agli antipodi in tutto, dalla condizione sociale al carattere, sono come il giorno e la notte. Ma quando si incontrano, si attraggono e soltanto la guerra, che sta per scoppiare, riuscirà a tenerli lontano. Ambientato in Piemonte, La vita sempre copre un arco di tempo che va dal dagli anni Venti alla fine della Seconda Guerra mondiale. L’autrice ricostruisce perfettamente il periodo storico inserendo fatti, notizie, mode e persino canzoni. A pagina 67, troviamo un accenno al caso dell’omicidio di Vittoria Nicolotti. Non ho resistito e sono andata a cercare informazioni. Fu un caso che sconvolse l’Italia. Avvenne ad agosto del 1930. Fu trovata morta nel suo appartamento di Corso Oporto a Torino completamente nuda. Dopo poco fermarono e incriminarono Rosa Vercesi. Fu un omicidio a sfondo sessuale durante una notte di passione a base di cocaina. Il regime cercò in tutti i modi di oscurare il caso, ritenuto troppo scabroso per via del legame delle due donne. Vercesi fu condannata nel 1932 all’ergastolo e nel 1959 le fu concessa la Grazia.
I riferimenti sono veramente tanti, e durante la lettura sarete catturati da vari fatti di quegli anni: il Giro d’Italia, la costruzione della stazione Ostiense a Roma per l’arrivo di Hitler, che ovviamente non fu terminata per quel giorno ed era tutta ancora impacchettata per i lavori in corso, la disapprovazione del regime per la canzone del 1938 Un’ora sola ti vorrei, per un verso che sembrava sbeffeggiare il duce e così via.
Andando avanti nel libro, capiamo meglio chi siano veramente per Varvello Teresa e Francesco. L’autrice lo svela piano piano e, nell’ultimo capitolo, ci rivela quanto sia stato utile l’archivio dell’ANPI per la ricostruzione dei fatti narrati dopo il 1943.
L’immersione in questo libro per me è stata totale; molte volte ho avuto la sensazione di avere davanti uno specchio. Gli avvenimenti raccontati nel libro sono tremendamente simili a quelli che stiamo vivendo oggi. Vengono narrati l’innamoramento degli italiani per Mussolini, che doveva essere “l’aggiustatore” di tutte le cose, la sua alleanza con Hitler, stretta per la convergenza di intenti, le guerre per i territori e la supremazia della razza italica. Alcuni personaggi hanno la consapevolezza di quello che sta per accadere. Soprattutto il padre di Teresa, che più passa il tempo più diventa silenzioso, avendo visioni cupe dell’Europa in fiamme. Solo Francesco rimane allegro e spensierato, nonostante tutto stia andando in pezzi intorno a lui. Mi ha ricordato un dialogo di La Storia di Elsa Morante, quando Ida, la protagonista, e il figlio Nino discutono e lui le dice:
“a’ ma! LORO […] Loro nun lo sanno a’ ma’, quant’è bella la vita!”
Francesco, infatti, non si schiererà mai con nessuno apertamente, perché lui non è fascista e non è antifascista. Lui è innamorato della vita, e per questo sceglierà la vita sempre. Quasi ci volesse lanciare il messaggio universale, a ottantuno anni dalla fine del secondo conflitto mondiale, che il contrario di guerra non è pace, è vita.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La vita sempre
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