La stanza nascosta
- Autore: Sarah Pinborough
- Genere: Horror e Gotico
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Piemme
- Anno di pubblicazione: 2025
La stanza nascosta, edito a luglio 2025 da Piemme con la traduzione di Roberta Zuppet, è un thriller horror ambientato nella campagna inglese. L’autrice è Sarah Pinborough, scrittrice inglese; tra le sue opere Piemme ha pubblicato L’amica del cuore, Un matrimonio perfetto, Insonnia e Dietro i suoi occhi, da cui Netflix ha tratto una serie tv.
Emily e Freddy sono sposati, sono in vacanza con amici quando, durante un’escursione, Emily cade in un dirupo e viene ricoverata d’urgenza in ospedale. Si riprenderà dopo mesi in cui è stata in coma. È ancora in fase di riabilitazione quando Freddie acquista una casa nella brughiera inglese, decidendo così di allontanarsi da Londra, perché Emily ha bisogno di calma e tranquillità per riprendersi bene dall’incidente. Ha una lunga strada da percorrere verso la guarigione, ma “il matrimonio è un lavoro di squadra” e loro ce la faranno, insieme. Ben presto capiamo, però, che sia moglie che marito hanno dei segreti che, se venissero a galla, potrebbero porre fine al loro matrimonio. Ma c’è un’altra protagonista in questo libro: la casa.
Come nei migliori horror, la casa è viva. Inizia a comunicare, con le luci, strane correnti, messaggi che spuntano tra i titoli dei libri e chiodi dispettosi che vengono rimossi, e poi appaiono nuovamente il giorno dopo, creando problemi alla coppia. Emily forse sta diventando pazza? Sono le controindicazioni delle medicine? O forse è Freddie che vuole liberarsi di lei? Forse è la casa, che vuole liberarsi di loro?
Abbiamo tre punti di vista differenti, Emily, Freddie e il corvo, che ha perso la sua compagna nella casa. Ci sono molti richiami alle opere di Edgar Allan Poe, soprattutto a Il Corvo e a quella cantilena “Mai, mai più!”, fino a riprendere una scena del fumetto di James O’Barr, da cui prende spunto l’omonimo film The Crow del 1994 (Easter egg per gli amanti del genere). Altri richiami sono alle opere di Emily e Charlotte Brontë. Sono citati Jane Eyre e Cime Tempestose. Dall’inizio respiriamo l’aria della brughiera inglese, grigia e malinconica come l’umore della protagonista, e dalla casa che dà le sensazioni di una casa vissuta, ma dove le persone non sono state felici.
Non gli dico che invece stavo pensando a Cime tempestose e al suo finale tragico, con il fantasma di Cathy, che fuori dalla finestra, implora di entrare.
Anche se il libro sembra avere una trama già letta e un po’ scontata, ha un finale inaspettato e originale. E l’autrice ci offre uno spunto di riflessione interessante: quanto il male è innato dentro di noi e quanto, invece, sono i fattori esterni che influenzano le nostre azioni e innescano un meccanismo che tira fuori la parte peggiore di noi, che altrimenti non sarebbe mai uscita fuori?
La stanza nascosta
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