- Autore: Jean Baudrillard
- Genere: Arte, Teatro e Spettacolo
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2017
- ISBN: 9788884166715
Non c’è più arte, solo il simulacro, non c’è più intensità, solo rappresentazione, non c’è più scandalo, solo coreografia della trasgressione, e Jean Baudrillard lo urla con la freddezza tagliente di chi ha già visto il crollo e non intende piangere. La sparizione dell’arte (Abscondita, 2017, a cura di Elio Grazioli) è la radiografia di un mondo che ha reso ogni forma d’arte oggetto sterile, prodotto, comunicazione sterilizzata, messinscena consensuale; ogni mostra è il funerale di una possibilità persa, ogni opera è un algoritmo estetico, ogni installazione è un atto di autocompiacimento che riproduce il nulla fino alla nausea
L’arte è stata prima resa funzionale, poi istituzionalizzata, poi venduta, poi anestetizzata, è stata integrata perfettamente nella logica del sistema e ora è inoffensiva, inutile, sopravvive nella sua stessa caricatura; l’artista è complice, non più antagonista, è manager, imprenditore, influencer della propria rovina, e chi osserva non è più spettatore inquieto ma fruitore addomesticato. La cultura ha perso ogni forza di disarticolazione, è diventata intrattenimento simbolico, e chi pretende di difenderla è già parte del meccanismo.
Baudrillard non cerca di salvare nulla, non cerca redenzioni né eccezioni, non concede spiragli né nostalgie, semplicemente demolisce, inquadra, neutralizza ogni concetto che pensavi di avere sull’arte; te lo smonta pezzo per pezzo, e quando hai finito di leggere, non riesci più a guardare niente nello stesso modo, ogni quadro ti appare falso, ogni mostra ti sembra un set, ogni artista un performer della propria assenza, ogni atto creativo un contenuto da distribuire. L’arte è diventata un’eco, un effetto speciale, una piattaforma, una maniera.
E tu che leggevi pensando di trovare senso, ti ritrovi in una stanza vuota, bianca, completamente illuminata, senza oggetti, solo specchi, specchi ovunque, che riflettono te e la tua aspettativa tradita; in quel riflesso Baudrillard ti mette davanti al fallimento, al consumo di ogni valore, alla prostituzione della bellezza, alla pornografia della comunicazione visiva, e capisci che l’unico gesto artistico possibile, oggi, è scomparire, sottrarsi, azzerarsi, negarsi, sparire con l’opera, togliersi come atto estremo, come unica forma reale di opposizione.
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A chi ha smesso di credere che le mostre dicano qualcosa, a chi vuole smascherare l’illusione culturale, a chi sa che l’arte non è più libera ma addomesticata. A chi non teme di assistere all’autopsia della bellezza, senza cercare redenzione.
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La sparizione dell’arte
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