- Autore: Han Kang
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Adelphi
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788845941061
Chissà perché abbiamo, noi lettori adulti, un certo pregiudizio nei confronti delle favole. Forse perché ci conviene pensare che siamo stati da sempre capaci di leggere fiabe, novelle e favole, quasi a fare un favore alle nostre famiglie. Il bimbo piccolo cui la nonna racconta una favola prima di dormire ci mette una leggera ansia. Non è che poi questi bambini restano tali da adulti e non comprendono letture più complesse?
Già a scriverlo si è in malafede; poi, ma la scrittrice in questione, Han Kang, coreana, Nobel per la letteratura nei 2024, nemmeno per un attimo, crediamo, si è posto il problema di scrivere per bambini e adulti. La favola ha come titolo La scatola delle lacrime (Adelphi, 2026, traduzione di Lia Iovenitti, illustrazioni di Bomroya) e tratta la storia di una bambina molto voluta come figlia, come pure gli altri, ma con un’inabilità straniante. Piange sempre, dovunque, tanto che la chiamano la Lacrimosa. Un giorno passa dalla sua casa un uomo vestito di nero, un po’ inquietante. Le dice che cerca la bambina che piange sempre. Lei dice di essere lei. Il signore raccoglie lacrime e poi le rivende. Chi ha bisogno di lacrime sono le persone fredde e controllate, che non hanno versato una lacrima durante la morte dei genitori, o di parenti prossimi che non sanno come aiutare i bimbi.
L’uomo vestito di nero fa vedere alla bambina quanto e come sono le lacrime raccolte. Il signore porta con lui un piccolo uccellino che sembra capire la stupidità degli adulti. Tutto blu. Senza dire niente alla famiglia, la Lacrimosa comincia un viaggio con l’uomo vestito di nero, ma è proprio lui a decidere che la bambina debba tornare a casa, non prima però di aver visto come lavora questo uomo perbene, che voleva solo conoscere la bimba che piange.
In città trovano l’indirizzo di una casa modesta. Il proprietario è completamente disperato perché non sa piangere il lutto per sua moglie. Chiaramente Han Kang non usa parole forti; la sua è una favola adatta soprattutto ai più piccoli. L’uomo vestito di nero vende tutto le sue lacrime a questo signore e si sente più sollevato. Han Kang sembra dirci che tutto è aleatorio, tutto passa, chi è già passato in una altra direzione rimarrà nel ricordo degli altri, anche loro mortali. Se ha ancora senso la letteratura, i lettori e gli scrittori è perché siamo tutti consapevoli della nostra limitatezza.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La scatola delle lacrime
Ho letto questo libro il mese scorso. Mi ha emozionato ed aiutato. Lo consiglio.