- Autore: Adam Rapp
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: NNEditore
- Anno di pubblicazione: 2025
Cos’è il male? Cosa spinge una persona a fare del male a qualcun altro o a se stesso? Il male è solo di qualcuno o di tutti? Per capirne un po’ cosa può scatenare il male è molto interessante e coinvolgente la lettura de La radice del male di Adam Rapp, edito da NN editore nel 2025 e tradotto da Michele Martino.
La trama si sviluppa per più di mezzo secolo, dal 1951 fino a primi decenni del 2000, e protagonisti sono i ragazzi della famiglia Larkin che seguiremo pagina dopo pagina, da Elmira (New York) in giro per l’America. All’inizio abbiamo i Larkin bambini; Myra, 13 anni, estate 1951, uscita dal diner dove si nasconde per leggere Il giovane Holden (libro vietato tra le mura domestiche), incappa in un giovanotto che la porta a casa e che le dice di essere Mickey Mantle, una giovane promessa degli Yankees, e a garanzia le regala una fotografia. La gioia della ragazzina però è spazzata via in serata da un efferato omicidio dei vicini di casa. Il presunto colpevole ricorda molto l’amico di passaggio di Myra. Questo e altri fatti macabri, morti cruente, rapine, furti appariranno nella vita dei Larkin nel corso dei decenni intrecciandosi con le loro vite. Allo stesso tempo Rapp, grazie ai passaggi temporali e quella figurina di Mantle che ogni tanto ricompare (non so perché, ma mi ha ricordato un po’ il guanto dello "Svedese" in Pastorale Americana di Philip Roth) ci permette di vedere l’evoluzione e anche - per qualcuno - l’involuzione dei fratelli che cercano di dare forma alle loro esistenze tra continui sali e scendi.
Il tempo passa e ritroviamo Lexi, che è l’unica sorella con la quale Myra ha rapporti; è sposata ed è una donna in carriera. Fiona è la più ribelle che sperimenta ogni eccesso in gioventù e che cerca in modo costante e continuo di avere successo come attrice a Broadway, anche da donna matura, senza mai riuscirci fino in fondo. Joan è la sorella con disabilità che vive con la madre Ava, donna che spicca anche da anziana per la sua altezza (non solo in centimetri, ma morale) e che ad un certo punto della sua vita inizierà a ricevere cartoline strane e inquietanti. Poi c’è Alec, l’unico figlio maschio, silenzioso, misterioso, con un vita complicata di eccessi, di piccoli reati pronti a diventare un qualcosa di tremendo, del quale solo Myra comincia ad avere il sospetto. Myra è invece un po’ il filo conduttore della trama, torna in modo costante nella storia, anche quando manca come presenza fisica. Fa l’infermiera, si sposerà ma il marito, dopo un grave crisi psicotica (sente una luce che gli ordina di compiere il male), la lascerà sola a crescere il figlio Ronan, abile nello sport e nella scrittura. A sua volta Ronan, diventato adulto, anche lui padre di Bruce, comincerà ad avere le stesse allucinazioni del padre che lo aveva abbandonato e le avrà anche il figlio. Da parte loro ci sarà una presa di coscienza che evidenzia nella loro famiglia il possibile germe della malattia mentale con il quale dovranno convivere per tutta la vita.
Nel suo nuovo romanzo lo scrittore e sceneggiatore americano ci racconta le esistenze di una famiglia americana all’apparenza perfetta. Poi, nel corso degli anni, nelle vite di alcuni dei personaggi protagonisti ci saranno delle incrinature, delle crepe che evidenziano fratture emotive, sentimentali e mentali del tutto insanabili. Fatti così tremendi e dolorosi vissuti, da spingere alcuni dei protagonisti a compiere gesti estremi, come se il realizzarli permettesse loro di stare bene, di sentirsi sollevati e finalmente liberi da quei pesi che stritolavano da troppo tempo l’anima.
Quello che però resta e fa riflettere de La radice del male di Adam Rapp, oltre a dei crimini efferati con i quali i Larkin si confrontano, è quel germe del male che torna - e questo mi ha ricordato un po’ Cuore di tenebra di Conrad -, che sembra nascondersi in ogni essere umano, lì latente, pronto a manifestarsi quando meno lo si attende e nel modo più inaspettato.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La radice del male
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