- Autore: Sandrone Dazieri
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2026
Passeggiando tra gli scaffali delle librerie, salta all’occhio il numero straordinario di libri che vengono catalogati come gialli, thriller, noir, nei quali fanno da protagonisti detective, poliziotti, investigatori, carabinieri che agiscono, per lo più in coppia, dando vita a romanzi che, pur se ispirati a crimini, ormai sono diventati specchi della società che riflettono nella sua più vasta sfaccettatura. In questa categoria metto il bel romanzo di Sandrone Dazieri, autore della serie che ha per “eroi” la coppia Dante e Colomba, di cui La mossa del granchio (Rizzoli, 2026) è l’ultimo prodotto.
Dante è un personaggio noto, viene da un’esperienza sconvolgente vissuta da piccolo, ha trascorso molto tempo in una comunità di recupero, Tarayoga, dove un “maestro” a cui si era molto legato, Ralph Minardi detto Surya, lo aveva aiutato a vincere i suoi mostri, tanto che Dante si era innamorato e unito alla giovane Alba, un grande amore. Poi Dante si era allontanato, e aveva perso le tracce di quell’esperienza giovanile. Ora però sepolta da una frana riemerge la piccola chiesa vicina alla antica comunità ormai dispersa, e al centro dello scavo viene ritrovata la salma di un donna, sepolta come in un rito magico, Alba: non era fuggita, come si diceva, ma era stata la vittima sacrificale di chissà quale rito. L’autopsia, condotta a Milano da Roberta Bartoni, “Bart”, migliore amica di Dante e Colomba, individua nelle tracce intorno al corpo le impronte digitali di Surya, che era fuggito in America e ora è detenuto in un penitenziario statunitense. Colomba, che si è fidanzata con un ricco e potente uomo d’affari francese, Glenn Martìnez, non resiste alla chiamata di Dante e tornata in Italia si mette al lavoro con l’uomo che più di tutti gli è vicino. Lei e Dante sono decisi a riaprire un caso sepolto ma mai davvero svelato...
Nella storia intervengono numerosi personaggi del passato, ma molto attivi anche nel presente, e solo la caparbietà e il desiderio di verità di Dante Torre, a cui Colomba non fa mancare il suo aiuto, malgrado la giusta gelosia di Glenn, riusciranno a svelare i misteri che per anni sono stati occultati. Il libro è costruito in modo magistrale, seguendo una rete di piccoli centri dimenticati che occupa un intero territorio, il Piemonte , quello della epopea resistenziale, che qui diventa il nuovo teatro di una vicenda in cui vecchi fricchettoni che avevano sognato negli anni settanta comunità libere, in cui yoga, meditazione, canti, droghe leggere potessero sanare traumi e ferite psichiche, si rivelano luoghi di potere occulto, imbrogli e speculazioni economiche, con medici senza scrupoli che sognano terapie alternative e violente su giovani inermi. Storia piena di riferimenti all’attualità, ai tanti misteri irrisolti che l’Italia ha vissuto, al ruolo dei Servizi segreti che furono definiti deviati. Dante Torre e Colomba Caselli, generosi e determinati, decisi a scoprire verità scomode e a stanare mostri celati dietro un perbenismo di comodo, si confermano personaggi originali e fuori dagli schemi, mentre Sandrone Dazieri anche in questo ultimo romanzo mostra di saper costruire trame coinvolgenti, adrenaliniche, molto legate alla nostra cronaca giudiziaria e politica, di sicuro impatto sui lettori, che ne confermano il successo in tutto il mondo.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La mossa del granchio
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