La giovane scrittrice e drammaturga siciliana Costanza DiQuattro pubblica per La Nave di Teseo un romanzo dal forte impatto emotivo, La mezza (2026), nel quale narrativa e scrittura drammaturgica sembrano trovare una sintesi nella storia che ci viene raccontata, a partire dall’esergo che contiene due citazioni che fanno da leitmotiv a questo libro ricco di suggestioni: "Ogni attrazione è reciproca” tratta da Le affinità elettive di Goethe si confronta con “Pupi siamo, caro signor Fifi…”, al centro del tema del Berretto a sonagli di Luigi Pirandello.
DiQuattro fa parlare Elena, una giovane donna palermitana che ha perso da piccola la madre Agata, coraggiosa pediatra bella sorridente; suo padre, l’architetto Paride, le è stato vicino, ma non quanto i nonni, Giovanni e Anna, che l’hanno cresciuta con un amore totale. Il nonno soprattutto, dopo che la bambina di pochi anni aveva rischiato di morire di leucemia, salvata in extremis, le aveva dedicato tutto il suo tempo, trattandola da vera figlia e riservandole una ricchezza di interiorità che aveva consentito ad Elena di diventare una donna forte e determinata. Quando però il nonno muore, le indica un qualcosa che dovrà leggere e che finché è stato in vita non ha osato raccontarle.
Da questo momento del romanzo la parola passa a Giovanni, a cui la piccola Elena aveva mostrato un vecchio biglietto di teatro, un messaggio oscuro che, nascosto in una scatola da scarpe insieme ad altre cianfrusaglie, era il segreto che Agata aveva condiviso con sua figlia bambina. Il grande turbamento che prova l’anziano ingegnere, incapace di comprendere il significato di quel messaggio dimenticato, spinge l’uomo ad assentarsi da Palermo per raggiungere Trieste: lì una compagnia teatrale sta mettendo in scena la celebre pièce pirandelliana, e l’interprete di Ciampa, il protagonista, è Andrea Silvestri, l’attore che aveva firmato i biglietto conservato dall’inconsapevole Elena. Ora Giovanni, al cospetto di una storia che deve affrontare, saprà che tra sua figlia e Andrea c’è stata una storia d’amore che ha superato ostacoli e convenzioni; dopo un primo rifiuto ostinato ad affrontare una realtà tanto diversa da quella che si era costruito, l’uomo conosce Andrea, ne diventa lentamente quasi amico, avido di sentirsi raccontare un’Agata che credeva di conoscere come cosa propria, e che scopre non essergli del tutto appartenuta.
Attraverso la finzione del teatro, il gioco delle parti che gli attori mettono in scena ogni sera, allo scadere della mezz’ora che li separa dall’alzata del sipario, la mezza appunto, Giovanni farà i conti con se stesso, con i propri errori, con l’incontro di un’Agata sorridente, splendente in una foto che Andrea infila nello specchio del camerino a ogni rappresentazione, che da un altrove misterioso gli parla della sua intimità più nascosta con le parole di Andrea.
Non sveliamo il ruolo del romanzo di Goethe che sarà al centro della parte finale, quella più emozionante di questa bella storia, raccontata dall’autrice con grande passione: per il teatro e il suo valore etico, per i legami familiari tradizionali che qui subiscono uno scarto, restituendo a ognuno un proprio spazio di autonomia. Indubbiamente il personaggio più ricco della storia è il nonno, padre, marito, amico, suocero, ingegnere siciliano fino al midollo nei suoi valori di uomo del sud, ma pronto a cambiare punto di vista, ad arricchirsi dell’esperienza di chi ha amato e ama. La sensibilità dell’autrice nel costruire la personalità di un personaggio ormai anziano, coraggioso, a tratti bigotto ma anche tenero ed affettuoso, ironico, generoso di sé, dà a questo romanzo una coloritura di sentimenti e di sensibilità colta e profonda, davvero pregevole.
- Autore: Costanza DiQuattro
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: La nave di Teseo
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La mezza
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