Una storia personale che appartiene a noi tutti. Un racconto unico fatto di esperienze, ricordi ed emozioni, che custodisce la memoria: il vissuto e le sfide affrontate dal nonno del nostro autore, Renato. Identità e narrazione in un legame che diviene storia, un’eredità della quale l’autore ricompone i pezzi, in una letteratura testimoniale che diviene dovere etico, una condivisione che trasforma l’esperienza dolorosa del singolo in una storia collettiva. I ragazzi del Vate alla festa di Fiume (Armando Editore, 2026) è il romanzo d’esordio di Giovanni Pioda, nato a Perugia, medico legale e libero professionista, che ha lavorato per oltre trent’anni nella Polizia di Stato. È appassionato di musica, letteratura, filosofia, fotografia e di felini. È un romanzo di formazione, scrive l’autore, un rito di passaggio di una generazione di giovani adolescenti italiani degli anni Venti del secolo scorso, che furono segnati per sempre dagli eventi di quegli anni.
Renato all’età di sedici anni fu un appassionato seguace del Comandante D’Annunzio e seguì il sogno rivoluzionario della città di Fiume, scappando di casa e vivendo quell’avventura per un anno intero. La storia riporta che circa duecento ragazzi, quasi tutti minorenni, seguirono il Vate tra la fine del gennaio 1919 e il gennaio 1921. Vennero arruolati nella Guardia del Comandante, chiamata La Disperata, e Arditi i ragazzi come i giovanissimi eroi della Prima Guerra mondiale, che con il il loro coraggio capovolsero gli esiti del conflitto.
Quella di Renato e degli altri suoi coetanei è una vera testimonianza, spesso dimenticata dalla Grande Storia, o forse rimossa, scrive l’autore, che è ora di riportare alla luce nella giusta dimensione. L’impresa di Fiume fu un’insieme di esperienze e ideali, voluta fermamente da Gabriele D’Annunzio, che contestava gli esiti del trattato di Versailles, la vittoria mutilata. Con i suoi legionari, che ricordavano i garibaldini, occupò Fiume negli anni tra le due guerre, nel nome di un nazionalismo patriottico, rivoluzionario, con aspirazioni anarchiche ed eresia politica. Per Renato e i suoi sedici anni, era la Patria che lo chiamava e non poteva far finta di nulla. Era tempo di muoversi, come avvenne anche per Giuseppe, più grande di qualche anno, un ragazzo del ’99, “l’ultima generazione che venne gettata nella fornace della guerra”. E Ubaldo e Francesco, diciottenni, affascinati dall’eroe di guerra, aviatore e marinaio.
Il Paese usciva dalla Prima Guerra mondiale e la situazione sociale era segnata da una grave crisi economica post-bellica, da forti tensioni operaie e contadine, e il malcontento dei reduci di guerra. Erano quotidiane le agitazioni popolari contro il rincaro dei prezzi dei generi alimentari e dei beni di prima necessità, e in questo scenario di profonda instabilità, a Milano, Benito Mussolini fondò i Fasci italiani di combattimento. Trento e Trieste erano tornate italiane mentre per Fiume i governanti erano stati incapaci, paurosi e deboli sosteneva il Vate. Lo stesso Mussolini, “il socialista più antisocialista”, non mancherà di definirlo falso amico.
Seguiremo i ragazzi con pochi soldi in tasca e il cuore che batteva all’impazzata per la Patria che li chiamava, nella loro avventura in treno fino a Trieste e poi verso l’Istria. Decine e decine di volontari, quasi tutti scappati di casa, senza documenti e molto magri per la denutrizione. Un flusso di ragazzini che si tentava invano di fermare nei punti di raccolta. L’arruolamento era affidato a Guido Keller, il più importante consigliere del Vate che aveva occhio ed esperienza nello scegliere giovani Arditi e nel mandare a casa i più fragili.
E poi le cose cominciarono a guastarsi; un clima pesante ed infine l’esercito italiano regolare che travolse le difese della Reggenza occupando Fiume, scrivendo la parola fine a tutto per sempre.
Un’esperienza intensa, straordinariamente significativa per tutto quello che arriverà negli anni a venire e che avrebbe segnato ancora una volta la vita dei nostri protagonisti, dal fascismo all’orrore delle deportazioni, dalla tragedia della Seconda Guerra mondiale alla guerra civile. Un Novecento efferato e disumano che sarà custodito nei silenzi e “nell’essere sempre altrove” di Renato;
un nonno non proprio freddo, ma distante, con pochi interessi, totalmente dedito al lavoro, senza svaghi, un nonno grigio.
- Autore: Giovanni Pioda
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: I ragazzi del Vate alla festa di Fiume
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