La biblioteca di Gould. Una collezione molto particolare
- Autore: Bernard Quiriny
- Genere: Raccolte di racconti
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: L’orma editore
- Anno di pubblicazione: 2018
Dopo l’esaltante lettura di Vite coniugali sono di nuovo al cospetto di Bernard Quiriny, uno scrittore che travolge, capace di coinvolgere profondamente il lettore portandolo a vivere intensamente le emozioni, le sue visioni, il modo di guardare e di sentire. La biblioteca di Gould (L’orma Editore, 2018, trad. di Lorenza Di Lella e Giuseppe Girimonti Greco) è una raccolta di racconti ironici, esilaranti, spesso irriverenti.
Bernard Quiriny, classe 1978, docente di filosofia del diritto presso l’Université de Bourgogne e critico letterario di “Le Magazine Littéraire”, vincitore di numerosi riconoscimenti, è considerato tra i maggiori scrittori francesi contemporanei. La Biblioteca di Gould ha vinto nel 2014 il premio Salerno Libro d’Europa.
Attraverso una ventina di racconti scopriremo una collezione speciale, una biblioteca di libri collezionata da Pierre Gould, il personaggio raccontato dal narratore, bibliomane, un po’ misantropo, dal cognome del celebre virtuoso pianista canadese Glenn Gloud, una vera leggenda musicale, indimenticabile anche per i suoi scritti, L’ala del turbine intelligente. Brevi capitoli, storie di apparente facilità, nelle quali Quiriny separa, divide, analizza la logica e la realtà, e inventa. Ricordava Italo Calvino come Dante avesse descritto la fantasia: “un posto dove ci piove dentro”, o Borges come “il potere di scardinare i portoni del mondo”. Per uno scrittore che ha iniziato ad appassionarsi alla lettura solo a diciotto anni è davvero sorprendente quanto la sua narrativa sia apprezzata dalla critica e dai lettori. Vive oggi tra i libri, riportando nei suoi scritti riferimenti e citazioni; l’unica cosa che abbia interesse per lui è il suo mondo di carta, la biblioteca. Come la collezione di libri molto particolare della biblioteca di Pierre Gould, il bibliolatra che viveva in un grazioso appartamento a Covent Garden e membro di numerosi circoli. Racconterà, al nostro narratore, della memoria singolare di uno scrittore che ogni mattina riconosceva dapprima la sua grafia sui fogli scritti il giorno prima, ma poi certo che quello narrato non gli appartenesse, li cestinava. E così senza mai dare segni di stanchezza, ricominciava il suo libro con lo stesso entusiasmo.
Uno scrittore assoluto, inconsciamente guidato dal testo che gli girava in testa, e che avrebbe trovato pace solo dopo averlo scritto come doveva essere scritto...
La sezione dei libri più noiosi, che trasudavano noia a ogni pagina, resi tale dal numero di sbadigli, considerati da Gould autentici capolavori perché “la noia era un sentimento aristocratico”, e il piacere nel leggerli raffinatissimo, all’inquietudine del stravagante bibliomane sui grandi temi della nostra epoca come la clamorosa e lunga serie di resurrezioni. Individui forse straordinari a cui era stato concesso il privilegio di risorgere.
Due vite a disposizione avrebbero mandato in deficit il ministero delle finanze, e cosa dire dell’imbarazzo degli uomini della Chiesa, che avrebbero dovuto riformare il dogma della morte, un mistero da sempre tema privilegiato. Autentiche e particolari opere uniche erano in possesso di Gould. Dai libri matrioska che nascondevano in sé altri libri a una sezione della biblioteca dove erano posizionati i libri di cucina, così singolari per gli ingredienti inadeguati utilizzati, fino ai libri sottilissimi nei quali non venivano usate troppe parole per non appesantire le frasi. Dal racconto delle città fantastiche che Gould aveva visitato nei suoi viaggi, come la città del silenzio, dove la quiete regnava sovrana e dove tutto accadeva attraverso un gioco di sguardi, alla città dove nulla veniva ricostruito o riparato, perché le città come gli uomini nascevano, vivevano e morivano. E sugli impressionanti scompigli del nostro tempo: dall’idea della moltiplicazione della realtà, le realtà parallele e ciò che Borges metaforicamente rappresentava nel Giardino dei sentieri che si biforcano, all’elisir di giovinezza, un trattamento alla portata di tutti il cui effetto era che la popolazione aveva cominciato a ringiovanire.
La biblioteca di Gould è un’opera scritta con finezza, intelligenza ed eleganza; coinvolge il lettore in un gioco di passaggi e reminiscenze letterarie, da Raymond Queneau a Italo Calvino, da Georges Perec al mio amato Borges. Consigliato!
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