- Autore: Stefano Tofani
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Guanda
- Anno di pubblicazione: 2025
Il primo capitolo di questo romanzo italiano insolito, La bestia che cercate (2025) di Stefano Tofani, scrittore lucchese, edito da Guanda per la serie Noir, si intitola “Morire a ricreazione”. Una scuola elementare, la Renzulli del paesino di Cuzzole, nell’entroterra di Viareggio, un giardino pieno di bambini che hanno appena finito di giocare all’ora di ricreazione, insieme alle loro maestre, è il luogo dove avviene il crimine: la maestra Sonia, donna bella e amata, viene colpita da un colpo di pistola sparato da una finestra poco lontana, e uccisa. Del colpevole, forse un uomo grasso, con un vistoso giubbotto, non si trova traccia.
I due carabinieri del posto, Caso e Pozzessere, malgrado la solerzia e la voglia di trovare l’assassino, non fanno passi avanti in un’indagine che si dimostra difficile e scivolosa. Il fascino del romanzo sta proprio nella ricostruzione analitica della vita dei diversi personaggi della storia, che ci raccontano un’ennesima provincia italiana, piccola, pettegola, ignorante e angusta. Ecco allora il marito di Sonia, l’architetto Niccoli, dagli sporchi riccioli grigi, sempre distante da moglie e figlio, sempre in pantaloncini da runner, sempre distante da tutto, anche se la moglie per lui era tutto, faceva tutto, pensava a tutto. Il figlio adolescente e solitario, Nicola, studente al liceo, è un ragazzo introverso e infelice, l’unico davvero distrutto dalla morte della madre, così ingiusta e imprevista. La Marcella, la madre di Sonia, che viveva con la figlia, sta cominciando a dare segni di demenza, non ricorda, alterna momenti di lucidità ad altri più annebbiati, tanto che il genero decide di metterla in un ospizio di suore: lei è uno dei personaggi più riusciti del romanzo, capace di mostrare come gli anziani siano un peso, oppure una risorsa, per i nuclei familiari sempre più in difficoltà.
Il piccolo paese pullula di maldicenze, di chiacchiericci, che volano sulle chat di compagni di calcetto, di cui fa le spese la stessa vittima: Sonia era così irreprensibile come dicono? Era fedele al marito? Come mai una giarrettiera è stata trovata vicino al percorso fatto in moto dal probabile assassino?
Il libro è piacevole alla lettura proprio per la capacità dell’autore di descrivere un piccolo ambiente nel quale la contemporaneità ha fatto una violenta irruzione attraverso i social: tutti chiusi in un recinto, tra il paese, Pisa e Viareggio, i personaggi di questa storia sognano di evadere attraverso lo smartphone, che apre mondi solo immaginati e virtuali. Simpatico il carabiniere Caso, capitato lì per caso, “Nulla succede per Caso” ha piazzato come monito sulla sua scrivania, e rivela un’umanità e una capacità investigativa non sempre riconosciute ai militi dell’Arma nel banale sentire comune. Molti soprannomi, Fava, Nausea, molte scene tra il comico e il ridicolo caratterizzano la narrazione di La bestia che cercate che, nelle pagine finali, si rivela raffinata e imprevedibile, nel solco della più gradevole narrativa noir. Una vera sorpresa questo libro, scritto con una prosa originale e piena di termini desueti, qualche poesia, giochi di parole e citazioni colte.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La bestia che cercate
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