- Autore: Freida McFadden
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Newton Compton
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788822797612
Appena finito di leggere il nuovo thriller di Freida McFadden, e subito lo trovo ai primissimi posti nella classifica settimanale degli inserti letterari: potenza di questa scrittrice da milioni di copie, che con L’inquilina (Newton Compton, 2026, trad. di Carla De Caro) fa subito centro anche con i lettori italiani.
Siamo a Manhattan, in uno dei soliti grattacieli dove si consumano i riti del grande capitalismo americano, e Blake, che ha appena ottenuto un posto apicale, si gode il suo sogno di provinciale, figlio di un proprietario di un negozio di ferramenta a Cleveland, al top della scala economico-sociale. Non vede l’ora di tornare nella bella casa di arenaria rossa che ha acquistato con un mutuo importante, dove lo aspetta la fidanzata Christa, bella ragazza innamoratissima di lui. Ma mentre sta per uscire dal prestigioso ufficio, la segretaria del capo con occhi bassi gli dice che è atteso nell’ufficio del boss: con stupore e sconcerto ascolta l’uomo, che lo accusa di un fatto gravissimo, di aver venduto segreti aziendali alla concorrenza, e Blake viene licenziato su due piedi, senza appello.
Il rientro a casa è drammatico, ha perso tutto, non sa come giustificarsi con Christa. Lei si mostra comprensiva, dice che se la caveranno; comunque, suggerisce, potrebbero prendere un inquilino che aiuti a sostenere le spese, visto che ora lui è senza lavoro. Malgrado le resistenze di Blake, che comunque ha provato senza esiti a trovare un nuovo impiego, si decide di provare con un annuncio a trovare una persona adatta. Si presentano candidati improponibili, anche una vecchia veggente che preconizza fatti di sangue che succederanno in quella casa, ma alla fine viene accettata Whitney Cross, una ragazza che lavora in un ristorante greco poco lontano e che non sembra avere nessuna pendenza, anche se di lei si sa molto poco.
Qui la storia raccontata dall’autrice prende una piega sempre più drammatica; in casa succedono eventi imprevisti e preoccupanti; insetti fastidiosi che si annidano in cucina, odori nauseabondi, rumori notturni che provengono dal piano di sopra, dove dorme Whitney, che consuma i cibi, usa i prodotti del bagno, usa sapone per la lavatrice che contiene una sostanza a cui Blake è terribilmente allergico. L’antipatia verso l’inquilina diviene presto ostilità, odio, ribellione, e Blake, sempre più agitato, la vorrebbe fuori di casa. Invece Christa sembra andare d’accordo con l’ospite, anzi accusa il fidanzato di paranoia, fino a che si consuma una vera rottura fra i due, ed è proprio Christa, esasperata, ad andarsene. Non dirò di più.
I lettori sappiano che la trama che costruisce Freida McFadden è assolutamente sconvolgente, inattesa, davvero paranoica, lasciando i lettori completamente sconcertati e confusi: come è stato possibile non aver capito la vera natura dei personaggi costruiti dalla scrittrice? Se la parola “thriller” ha un senso, qui ci troviamo davvero di fronte a un’autrice che sa il fatto suo nella costruzione di trame letterarie. Il suo successo in tutto il mondo lo dimostra ancora una volta. L’inquilina dunque è un libro sorprendente nel vero senso etimologico del termine.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’inquilina
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