- Autore: Gian Andrea Cerone
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Guanda
- Anno di pubblicazione: 2026
Dal 2 giugno scorso in libreria c’è una novità. È tornato il commissario Mandelli, insieme agli uomini e alle donne dell’Unità di Analisi del Crimine Violento della questura di via Fatebenefratelli, con L’incertezza del domani, nuova fatica di Gian Andrea Cerone (Guanda Editore).
I protagonisti della quinta avventura di quest’imperdibile ciclo di noir in salsa meneghina escono dalla pagina scritta per trascinare con sé il lettore in una vertigine narrativa, cui non difetta nulla, come ci ha abituati l’autore sin dal suo primo romanzo. Il ritmo prosastico, l’incedere della storia articolato su un duplice binario, la cura del linguaggio e la definizione sempre più acuta dei personaggi, anche di quelli apparentemente di ‘seconda fila’, sono le carte vincenti che garantiscono il buon livello letterario del libro. Cerone riesce a donare al suo pubblico una fruizione appassionante, veloce, mai scontata, sempre avvincente, qualche riferimento che strizza l’occhio ai colleghi del genere e vari colpi di scena che, per quanto intuibili, sono disseminati ad arte nell’arco dell’evolversi della trama, non venendo mai meno a quella tacita sfida intellettuale con chi scorre le pagine sino all’epilogo. Ciò che colpisce in questo quinto episodio della saga dedicata a Mandelli e ai suoi è l’incipit: una doccia gelata, un fulmine a ciel sereno che squarcia l’aria ancora dolce dell’autunno milanese. Mandelli viene ferito in un agguato e versa in condizioni critiche. Il lettore resta, complice un breve gioco di flashback, col fiato sospeso quel tanto che basta. Forse non dubita della salvezza dell’inquirente, né del cordone di protezione che si disegna intorno a lui, grazie ai ‘fidi scudieri’ (facce ormai consuete, che rincontrare è un piacere!), oltre che alla dolce ed energica Isa, al questore Pinducciu, alla Santini e persino a tutta quella teoria di amicizie e legami sui generis, presi in prestito dal sottobosco metropolitano. Però, di sicuro resta subito imbrigliato in un ordito fitto e ben cadenzato, come l’insetto nella tela del ragno. E non è un caso, dato che il misterioso assassino che attenta alla vita del commissario si fa chiamare proprio così: il Ragno, l’Aracnide, inquietante figura che si cela sotto apparenze ingannevoli e depistaggi ad hoc. Ma l’autunno del capoluogo lombardo era già stato turbato da un’altra vicenda di sangue, anzi da una serie di feroci uccisioni di personaggi pubblici e del mondo dei social, le cui morti sono riprese in diretta e inviate ai media, tanto da far guadagnare al serial killer il soprannome di Regista. Il tema di questo secondo filone d’inchiesta è attualissimo: da un canto, il voyerismo del popolo digitale, su cui punta il malvivente, dietro cui si nasconde chi è mosso da ben diversi intenti e motivazioni. Dall’altro, un fantomatico movimento volto ad arginare il preoccupante dilagare dell’AI. I due ingredienti contribuiscono a inquinare acque già non terse e piste poco chiare, su cui si affaccia subdolamente persino l’attenzione dei Servizi. Mandelli, intanto, osserva, dirige, indaga e scalpita dal letto di convalescente, cui è costretto prima in ospedale, poi a casa. Ma il guizzo per scovare la strada giusta da percorrere non gli manca neppure in queste dolenti circostanze. Le due direttrici lungo cui scorre il plot spesso sembrano sfiorarsi, toccarsi, addirittura, ma in fondo procedono parallele e distinte, sino alla loro risoluzione. A parlare, infatti, è di nuovo la lingua del male, dell’avidità, della follia, della vendetta, dell’odio covato in seno ed esploso in maniera brutale. Lo stesso codice che il commissario ha dovuto imparare a decifrare, suo malgrado. E con lui Casalegno, fresco di paternità per la seconda volta, con la Dei Cas nel ruolo di neomamma al suo fianco; la pragmatica Ambrosio e l’ex hacker Zilli, Santosuso, Alfieri, Bencivenni, la Donati, il giudice Arnaboldi e tutti gli altri. Solo il fiuto di Mandelli, l’amore per Isa e l’attaccamento alla vita e alla sua professione, nonché il valore dell’intera squadra dell’UACV, cui si è aggiunta una nuova preziosa risorsa già nota ai fedelissimi di Cerone, saranno in grado di sciogliere ogni nodo, di contrastare la malvagità e consegnare i colpevoli alla giusta pena. La loro forza? Rapporti sempre più profondi e radicati che li uniscono nella vita privata, come nel lavoro.
Ma all’orizzonte per Mandelli si staglia già una nuova ombra, fosca e macabra, un conto in sospeso che torna minaccioso dal passato. Riusciranno il commissario e il suo team a sfangarla anche in quest’occasione? Milano ancora una volta è il personaggio in più, non mera cornice o sfondo, ma palpito che informa di sé l’intera storia, voce fuori campo che pare abbia da dire la sua, recitare le battute che le spettano, per non far mancare proprio niente a questa quinta avventura nata dalla penna di Gian Andrea Cerone. Buona lettura!
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’incertezza del domani
La recensione è ben scritta, chiara e coinvolgente. Evidenzia i punti principali del libro senza svelarne la trama e invoglia a leggere lo stesso
Conosco già l’autore con i suoi precedenti lavori, la recensione che racconta senza spoilerare, mi invoglia a leggere questa sua nuova avventura del commissario e dei suoi.
Gran bel libro, letto da pochissimo.
La recensione rende a pieno, interessante, racconta, incuriosisce, ma non rivela oltre il dovuto.
Mi ritrovo...
Ho letto già altre tue recensioni: anche questa non smentisce la chiarezza e la suspance che generano la voglia di entrare nella storia per lasciarsi coinvolgere dalla narrazione. Grazie per il suggerimento.
Una recensione efficace, elegante, chiara, che racconta ma non svela. Che dire... corro in libreria a comprare il libro di Cerone
Bella recensione... senza incertezze, domani mi fiondo in libreria